L’America Vinta, della D.ssa Lasha Darkmoon … Traduzione a cura di: Isabella Fanfani.

“Noi, popolo ebraico, controlliamo l’America e gli Americani lo sanno.” — Primo Ministro Israeliano Ariel Sharon, 3 Ottobre 2001

L’AMERICA  VINTA, della  D.ssa  Lasha  Darkmoon

PARTE 1: L’America  come  Colonia  Israeliana
FONTE: America as an Israeli Colony

“Non me ne frega niente se gli americani pensano che siamo i padroni dei media, di Hollywood, di Wall Street o del governo,” scrisse l’articolista di origine ebraica Joel Stein sul quotidiano Los Angeles Times nel Dicembre dle 2008, “quello che importa è che noi si continui a gestirli.”

L’incauto candore col quale il Sig. Stein ammetteva che gli Ebrei comandano l’America gli costò il lavoro alla redazione del L.A. Times.

Se gli Americani hanno ceduto il loro paese all’Ebraismo organizzato, ciò è avvenuto lentamente ed in modo impercettibile. A dire il vero, la maggior parte degli americani non sono consapevoli che il loro paese non gli appartiene più. Credono fermamente di vivere ancora in democrazia.

E’ stata una conquista senza precedenti. E’ successo in Germania. E’ successo in Russia. Ora è successo in America.

Prendiamo la Germania e la Russia.

La Germania, una semplice ombra di ciò che avrebbe potuto essere, è ora una nazione sconfitta e demoralizzata,  minacciata dall’Ebraismo e terrorizzata dai suoi padroni in Israele. Senza andare troppo lontano, si può affermare che la Germania è diventata la mucca mungi-contanti di Israele.

Non c’è niente di particolarmente controverso nella seguente osservazione. E’ successo ad Eustace Mullins più di ventanni fa:

Per finanziare lo Stato di Israele, che fu creato come diretta conseguenza della vittoria Ebraica sulle nazioni cattoliche nella Seconda Guerra Mondiale, gli Ebrei imposero enormi richieste di “risarcimento” sul popolo tedesco vinto. Ad oggi hanno estorto più di 35 miliardi di dollari dai lavoratori tedeschi, denaro che è stato incassato sotto la minaccia delle baionette, ma non quelle ebraiche ma bensì le baionette dell’esercito americano, il quale è stato mantenuto come una forza di occupazione nella Germania Occidentale per quasi quattro decenni, solo per fornire potere militare dietro al governo fantoccio tedesco, la cui funzione primaria è quella di sborsare denaro per il parassitario Stato di Israele.

Nel Dicembre del 2009 Israele chiese un altro miliardo di Euro alla Germania (1,4 miliardi di Dollari). I sopravvissuti dell’Olocausto sembrano sorprendentemente aumentare col passare degli anni. Ciò indusse la madre di Norman Finkelstein a fare una domanda cinica, dopo essere stata defraudata dei suoi indennizzi da parte dei rabbini che amministravano il Fondo dell’Olocausto: “Se chiunque che sostiene di essere un sopravvissuto, lo è, Hitler chi uccise allora?”

Mullins non esagera quando afferma che le truppe americane dislocate in germania dopo la Seconda Guerra Mondiale erano infatti una “forza do occupazione”: un esercito che inoltre agiva per conto e per ordine dell’Ebraismo organizzato.

Fu il Piano Morgenthau, concepito appositamente dal vendicativo Henry Morgenthau per punire in modo collettivo il popolo tedesco per i crimini di Hitler, che doveva trasformare la Germania post-bellica nel “più grande campo di concentramento al mondo.”

Ancora nel 1991, i cancellieri tedeschi erano obbligati, come vassalli schiavizzati sotto l’Impero Romano, a sottoscrivere un “atto di sottomissione” nei confronti dei loro conquistatori Alleati.

“L’Ebreo Morgenthau vuole traformare la Germania in un gigantesco campo di patate,” protestava amaramente Goebbels. Aveva ragione. A volte gli antisemiti ce l’hanno.

Anche la Russia, come la Germania, sarebbe caduta sotto il dominio ebraico.

Secondo Solzhenitsyn, nel suo libro Arcipelago Gulag, 66 milioni cattolici russi furono condannati a morte da parte della Cheka o polizia segreta russa. Coloro che ideavano le torture ed ordinavano di stuprare e uccidere i russi, erano per lo più Ebrei.

L’esplicita citazione di Yuri Slezkine dallo storico Leonard Shapiro è fin troppo nota per essere disinvoltamente rimossa: “Chiunque avesse avuto la sfortuna di cadere nelle mani della Cheka, aveva buone possibilità di trovarsi inquisito e probabilmente fucilato da un inquirente ebreo.”

Dei 388 membri del nuovo governo rivoluzionario russo, solo sedici erano veri russi. “A parte un negro,” ci fu detto, “gli altri erano Ebrei.”

Questi rivoluzionari fecero di tutto per nascondere le loro identità ebraiche e cambiarono i loro nomi. Lenin in origine era Ulyanov, Trotsky era Bronstein, Zinoviev era Apfelbaum,  Sverdlov era Solomon, Radek era Sobelsohn, Litvonov era Wallach, Kamenev era Rosenfeld, Parvus era Helphand, Martov era Zederbaum, Bohrin era Nathanson. Non uno di questi rivoluzionari ebrei era disposto ad usare il suo vero nome o a identificarsi come ebreo. Sotto Stalin, il solo fatto di evidenziare che i funzionari più famigerati erano ebrei, poteva portare alla pena di morte.

Un’altra interessante e piccante informazione che gli storici di regime preferiscono eludere è questa: molti degli Ebrei sostenitori del nuovo governo Bolscevico, felici di dare istruzioni per la tortura e l’esecuzione dei cattolici russi, erano infatti  Ebrei che erano stati mandati dall’East Side di New York. Niente di sorprendente. Dopo tutto, l’uomo che contribuì a finanziare la Rivoluzione Russa dal suo quartier generale di Wall Street, con l’ammontare di 20 milioni di Dollari, era il banchiere ebreo-americano Jacob Schiff.

Un noto giornale francese, L’Illustration, nella sua edizione del 14 Settembre 1918, ebbe a dire:

Quando si viene in contatto con i funzionari che operano nel Governo Bolscevico, c’è un aspetto che colpisce l’attenzione: quasi tutti sono Ebrei. Non sono affatto antisemita, ma dico ciò che colpisce l’occhio. Ovunque, a Pietrogrado, a Mosca, nei distretti provinciali, nei commissariati, negli uffici distrettuali, a Smolny, nei consigli dei Soviet, non ho incontrato altro che Ebrei e ancora Ebrei.

Germania…Russia…America. Sono tutte cadute sotto l’egemonia ebraica. Hanno avuto il loro raggio di sole e poi hanno avuto la loro eclisse.

Adesso è la volta dell’America.

Presidente George W. Bush e la sua cerchia ebraica

“Una volta che abbiamo spremuto tutto ciò che possiamo negli Stati Uniti, questi possono anche prosciugarsi e andare a farsi fottere.” — Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, 2002. (Ampiamente citato).

ISRAELE,  LA  PIETRA  AL  COLLO  DELL’AMERICA

Nella prima parte del mio articolo Goodbye, America (“Addio, America”), ho discusso i problemi che stava affrontando l’America oggi e sostenni che erano ben più gravi di quelli che stava affrontando la Germania Nazionalsocialista negli anni 30.

Dei sette problemi da me menzionati, i quattro più spinosi sono questi:

1) Lo stato israeliano con armi nucleari e la sua Opzione Samson, nessuna delle quali esisteva come minaccia alla pace prima della costituzione dello stato Sionista alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.

2) La presenza di 60 milioni di Cristiano-Sionisti in America che sono culo e camicia coi nostri nuovi Padroni, aiutandoli e appoggiandoli nel violare il diritto internazionale e il genocidio in corso del popolo Palestinese.

3) L’esistenza di una rete tentacolare di organizzazioni ebraiche in America, come l’ADL (Anti-Defamation League) e l’AIPAC (America-Israel Public Affairs Committee), che tiene sotto ricatto l’intero paese; in particolare i suoi politici mercenari e moralmente in bancarotta.

4) L’arma letale del multiculturalismo, un arma non usata contro la Germania e la Russia, ma brandita ora con effetti devastanti contro la maggioranza Euro-Americana del paese.
“Le élites globaliste considerano il mondo bianco occidentale come l’ostacolo principale che si frappone al futuro governo mondiale,” è ciò che si sostiene che Pat Buchanan abbia detto in un discorso del 2004. “Il multiculturalismo è uno strumento usato da queste élites per smantellare la civiltà occidentale bianca.”

Dato che gli Ebrei riuscirono ad acquisire il controllo quasi totale della Germania e della Russia anche prima della fondazione dello stato ebraico nel 1948, deve essere  ovvio che il loro potere esecutivo sia aumentato in modo esponenziale con l’acquisizione di una base militare nel Medio Oriente (riferendomi a Israele), armata fino ai denti con le testate nucleare più micidiali, molte di queste puntate su capitali europee e alcune di loro probabilmente sugli Stati Uniti.

Sarebbe folle pensare che un paese che ha ucciso degli americani a sangue freddo nell’attacco alla nave militare americana USS Liberty nel 1967, avesse degli scrupoli a fare la stessa cosa su più vasta scala nel caso l’America diventasse l’obiettivo del loro odio.

A questo punto è importante considerare i fatti occultati che circondano la fondazione dello stato di Israele, non fosse altro per aiutarci ad avere una migliore prospettiva della questione ebraica.

Agli Ebrei fu dato Israele con la tacita intesa che la maggior parte di loro sarebbe andata a vivere laggiù, lasciando il resto del mondo libero da Ebrei.

Non mantennero comunque la loro promessa collettiva, fatta implicitamente a loro nome dai leaders dell’epoca Theodor Hetzl e Chaim Weizmann ed ora preferiscono considerare Israele come una seconda casa e luogo di rifugio se le cose non dovessero andar loro bene altrove.

Il primo presidente di Israele, Chaim Weizmann, scrisse nelle sue memorie:

Ogni volta che la quantità di Ebrei in qualsiasi paese raggiunge il punto di saturazione, quel paese reagisce nei loro confronti. Questa reazione non può essere considerata come antisemitismo nel senso classico o volgare di quel termine; si tratta di un fattore concomitante universale sociale ed economico dell’immigrazione ebraica e non possiamo scrollarcelo di dosso. — Chaim Weizmann, Trial and Error (1949). Citato in: The Jew Accused, 1991 (pag. 277) di Albert S. Lindemann.

 

Hertzl aveva già raggiunto la stessa conclusione molto tempo prima. Egli scrisse: “L’antisemitismo è una comprensibile reazione ai difetti degli Ebrei,” e nel suo diario aggiunse: “ritengo che gli antisemiti siano pienamente nei loro diritti.”

Avendo ricevuto una patria col tacito intendimento che vi ci sarebbero recati per vivere, gli Ebrei avevano chiaramente l’obbligo di farlo, altrimenti l’obiettivo della concessione sarebbe venuto a meno.

Come mai allora il 58% dei 14 milioni di ebrei nel mondo vivono in America e in Europa e solo il 37% vive in Israele? C’è sicuramente da chiedersi: perché i Palestinesi sono stati espulsi dal loro paese per lasciare il posto ad un altro popolo che per lo più sceglie di vivere altrove?

Donna Palestinese aggredita da coloni ebrei

“Niente qui in America può essere paragonato agli orrori della Palestina…Le donne vengono stuprate dai miltari israeliani…..i bambini Palestinesi vengono irrorati di benzina e incendiati per il divertimento delle forze armate israeliane.” — Jonathan Azaziah, Mizrahi Ebreo Americano

Quasi a livello universale si crede che, grazie alla proprietà ebraica dei mass-media, l’ONU abbia creato Israele e che tutti fossero stati contenti dell’avvenimento. Ciò è falso e può essere dimostrato.

Anche il governo americano, o il 99% di questi, si oppose nettamente alla fondazione di Israele, l’ex Sottosegretario di Stato Dean Acheson era uno dei tanti che si oppose strenuamente al riconoscimento americano di Israele, predicendo che “L’Occidente pagherà un prezzo alto per Israele.”

Nonostante tutti questi timori, gli Ebrei ebbero il loro stato.

In verità (dice Alison Weir), mentre l’Assemble Generale dell’ONU proponeva la creazione di uno stato ebraico in una parte della Palestina, la proposta non era vincolante e non fu mai ratificata dal Consiglio di Sicurezza.

Secondo punto: l’Assemblea Generale fece passare quella proposta solo dopo che i fautori israeliani avevano minacciato e corrotto numerosi paesi in modo da ottenere i due terzi dei voti richiesti.

Terzo punto: l’amministrazione americana sostenne la proposta al di fuori delle considerazioni elettorali nazionali e prese questa posizione nonostante le strenue resistenze del Dipartimento di Stato, della CIA e del Pentagono.

Nonostante la superficiale patina di legalità che i suoi sostenitori hanno strappato all’Assemblea Generale, Israele nacque contro il parere di esperti americani e di governi di tutto il mondo, che si opposero per ragioni sia pragmatiche che morali.

Il perché i rapina-terra Sionisti debbano ora essere tenuti in così alta considerazione in America e altrove, mentre alle loro vittime Palestinesi si sputa addosso o sono fatte oggetto di sdegno, non è difficile da capire.

A parte i mass-media di proprietà ebraica che hanno saputo mettere in risalto e versare un collante a tinte rosee sul loro mostro Frankenstein, la risposta sta in una parola: Olocausto.

I Sionisti sono riusciti a convincere il mondo di essere i legatari morali delle vittime dell’Olocausto. Come tali, essi restano le Vittime Finali.

Come Finkelstein, abbiamo il diritto di esprimere preoccupazione  circa lo sfruttamento a buon mercato delle sofferenze ebraiche. E’ innegabile il fatto che l’Olocausto rappresenta un importante industria che viene usata sia come ricatto morale, sia come carta bianca per crimini mostruosi.

Lo scrittore israeliano Ari Shavit lo ha riassunto chiaramente quando disse: “ Noi possiamo uccidere impunemente perché il museo dell’Olocausto è dalla nostra parte “.

IL  NEMICO  ALL’INTERNO

Si può sostenere con convinzione, con numerose citazioni a sostegno, che la grande presenza numerica di Ebrei in un qualsiasi paese, ha avuto, per quel paese, sempre conseguenze catastrofiche. (Vedi le citazioni sopra riportate di Weizmann e di Herzl).

L’Ebraismo organizzato ha ora allargato la propria influenza in lungo e in largi tramite Internet, giornali, riviste e libri.

Hollywood, il suo agente operativo più efficace, divulga la sua propaganda velenosa in tutto il mondo, offrendo alle masse poco istruite le sue menzogne, le sue distorsioni e la sua moralità sessuale freudiana del lasciar fare.

Intanto, l’industria pornografica, dominata dagli Ebrei, incentiva la depravazione di milioni di esseri, creando dei sesso-dipendenti persino tra i bambini e portando molte delle sue vittime alla disperazione e al suicidio.

Col trionfo dell’Ebraismo arriva la sottomissione e la schiavizzazione dell’intero mondo non ebraico. Il Cattolicesimo diventa la prima vittima, il nucleo famigliare la seconda.

L’omosessualità ed il femminismo radicale diventano più striduli nei loro atteggiamenti e più estremi nelle loro richieste, aprendo così il vaso di Pandora delle malvagità: la spinta verso la normalizzazione della pedofilia, ad esempio, e la sistematica corruzione dei bambini tramite l’incoraggiamento del porno infantile nelle classi scolastiche.

Ci troviamo in una situazione critica. Non è mai stata la Palestina in sé che voleva l’Ebraismo organizzato. La Palestina era semplicemente la loro base operativa per la conquista del resto del mondo.

Secondo Israel Shamir:

La Palestina non è l’obiettivo finale degli Ebrei; lo è invece il mondo. La Palestina è soltanto il luogo che ospita il quartier generale del dominio mondiale. Gli Ebrei vogliono trasformare Gerusalemme nella capitale assoluta del mondo, ed il suo tempio ricostruito nel punto focale dello Spirito sulla Terra. Il Cristianesimo morirà, lo spirito abbandonerà le nazioni nella nostra parte del mondo e la nostra ambigua democrazia sarà sostituita da un grande stato teocratico.

Despiritualizzati e sradicati, senza casa e soli, i Padroni del Mondo di ieri (i WASP, cioè gli Anglo-Sassoni Bianchi Protestanti, ndt.) diventeranno schiavi in tutto tranne che nel nome. L’universo Ebraico è bello per gli Ebrei. E’ però una maledizione per altri.

Negli Stati Uniti, mentre l’influenza ebraica è costantemente aumentata dal 1968 in poi, la vita delle persone comuni è peggiorata. I tempi buoni per gli Ebrei non lo sono di certo per l’umanità. La benedizione per gli Ebrei è una maledizione per gli altri. I regimi che sono “buoni per gli Ebrei”, raramente lo sono per chiunque altro.

I simboli sono abbastanza facili da leggere. Dalla dominazione della Germania e della Russia, gli Ebrei trovarono il mezzo per arrivare al dominio dell’America.

Stiamo guardando oscuramente da un vetro, ma ciò che vediamo attraverso l’oscurità che si addensa è il torvo spettro di una distopia americana: un paese del terzo Mondo nel quale non vale la pena di vivere a causa della sua maggioranza euro-americana in rapido declino.

Al contribuente americano costa 12 milioni di dollari all’ora mantenere le truppe USA in Afghanistan, un paese che l’America decise di invadere sulla base di un treno di bugie di matrice neo-conservatrice. “I neo-conservatori,” commenta in modo pungente Gilad Atzmon in un recente libro, “trasformano l’esercito americano in una forza di intervento israeliana.”

Incredibilmente, l’alleato più vicino all’America, Israele, non ha contribuito con un solo soldato alle guerre di Washington in Irak e in Afghanistan. E nemmeno gli ebrei americani si fanno distinguere per la loro presenza, o per il loro eroismo, nelle truppe combattenti.

Combattono molto più valorosamente con le loro penne, lontano dai campi di battaglia. Sono loro che suonano con toni alti il tamburo di guerra, che si avvantaggiano maggiormente dei massacri gratuiti di innocenti e che “fanno combattere e morire gli altri per loro.”

I giorni del vino e delle rose sono finiti. Il Sogno Americano è morto. Come la Germania e la Russia prima di lei, l’America giace vinta.

NOI  SIAMO  I  NUOVI  PADRONI!

“L’obiettivo per il quale abbiamo lottato così tenacemente per tremila anni è finalmente vicino. Posso tranquillamente promettervi che la nostra razza avrà presto il suo posto di diritto nel mondo, con ogni Ebreo che sarà un re ed ogni Gentile che sarà uno schiavo.” — Rabbino Emmanuel Rabbinovich, discorso rilasciato in una speciale conferenza di rabbini europei a Budapest, il 12 Gennaio 1952

Comandata da un élite ebraica e dai loro complici collaborazionisti, lontano dalle norme del diritto internazionale e odiata in tutto il mondo, l’America oggi è una colonia israeliana in tutto e per tutto tranne che nel nome.

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PARTE 2: L’America  sotto  il  Dominio  Ebraico
FONTE: America under Jewish Rule

“Quando il mondo guarda all’America, ciò che vede è una colonia israeliana.” — Paul Craig Roberts

L’America è stata conquistata.

Lentamente ed in modo impercettibile, ingannati da menzogne, sopiti nel compiacimento, gli americani hanno permesso che il loro paese scivolasse nelle mani di una quinta colonna: di una ostile élite etnica il cui primo pensiero di fedeltà è Israele, un paese costruito su una terra rubata ed impegnato in un genocidio sistematico.

Questo è lo stato canaglia che probabilmente è responsabile del più grande omicidio di massa della storia: la catastrofe dell’11 Settembre. Se le prove scientifiche e la logica di laboratorio forense sono un qualcosa di sensato, Israele in questo caso deve essere il sospettato N° 1, considerato il suo numero ininterrotto di atti di terrorismo e le sue continue infrazioni del diritto internazionale.

Un paese che può orchestrare un crimine così spettacolare e farla franca, mentre riesce in un qualche modo a far ricadere la colpa su diciannove arabi armati di taglierino, è chiaramente una forza di tutto rispetto.

Più di 200 ufficiali superiori dell’esercito, controspionaggio e funzionari di polizia, inclusi due generali, hanno messo in dubbio il rapporto della Commissione sull’11 Settembre. A loro si sono uniti oltre 1500 fra architetti e ingegneri, 250 piloti ed esperti di volo, 400 docenti universitari, nonché 250 sopravissuti con le loro famiglie. David Ray Griffin, autore di ben undici libri sull’11 Settembre ed un emerito e distinto docente, è arrivato alla seguente conclusione: “Tutte le prove esibite che dicono che l’America è stata attaccata dai musulmani l’11 Settembre pare siano state confezionate ad arte.”

Il Dr. Alan Sabrosky, ex direttore della Scuola di Guerra dell’Esercito, ha alzato la posta ed ha identificato inequivocabilmente Israele come la parte colpevole. “Ciò che dobbiamo fare è alzarci e dire che non solo (gli israeliani) attaccarono la nave della Marina Americana USS Liberty, ma che è sicuro al 100% che l’11 Settembre è stata un’operazione del Mossad.”

Se mai ci fosse bisogno di un ulteriore prova  del totale asservimento dell’America agli interessi Sionisti, questa è rappresentata dall’umiliazione di Obama da parte del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu agli inizi di quest’anno. Questa umiliazione si è verificata in tre diverse occasioni: nel Settembre 2009, nel Luglio 2010 e nel Maggio 2011.
La cronista del Washington Post, Dana Milbank, scrive quasi gongolando di Obama che  sventola la bandiera della resa alla Casa Bianca, dove si trovava mentre  “riceveva ordini e veniva umiliato”.

L’oltraggio di Obama?

E’ stato quello di chiedere a Israele di osservare il diritto internazionale fermando la costruzione degli insediamenti israeliani sul suolo palestinese, perorando la causa del loro ritiro entro i confini del 1967, in conformità alla Risoluzione dell’ONU N° 242, una richiesta abbastanza ragionevole che ogni presidente americano prima di lui presentò agli israeliani negli interessi della pace.

La risposta del Primo Ministro israeliano?

“Israele NON ritornerà agli insostenibili confini del 1967!”

Com’è quindi che questo rozzo e recalcitrante “alleato” dell’America continua a ricevere i suoi 3 miliardi di dollari annui di sussidio?

L’America è forse così innamorata dello stato ebraico da non potere dire “NO”? Forse la domanda è stupida poiché, a dirla secondo Noam Chomsky, si ritiene ancora che l’America sia il comandante e il padrone, mentre il piccolo Israele una sua colonia.

L’enigma è facilmente risolvibile se capovolgiamo l’ipotesi di Chomsky: l’Ebrasimo organizzato, avendo conquistato l’America, l’ha trasformata in una colonia israeliana. Gli 8.2 milioni di dollari giornalieri che il contribuente americano paga ai suoi padroni ebrei non sono un sussidio. E’ un tributo. Una tassa, una tassa imposta dai vincitori su un popolo vinto.

Si leggano le note di disprezzo in questo straordinario racconto sull’umiliazione di Obama da parte di Netanyahu, il suo vincitore ebreo:

Netanyahu ha strapazzato Obama come un figliastro dai capelli rossi; lo ha suonato come un violino; lo ha sbattuto come un tamburo. Il Primo Ministro d’Israele faceva il girotondo con suo avversario altezzoso e cattedratico. Bibi (cioè Netanyahu, ndt.) lo ha fatto a pezzi, dimostrando a tutto il mondo che il Primo Ministro d’Israele gode di maggior sostegno sia alla Camera che al Senato che non dal Presidente degli Stati Uniti.

Penso che questo dica tutto. Povero Obama! E’ stato simbolicamente castrato e sepolto nella merda letteralmente fino al collo. Quelle 29 ovazioni che Netanyahu ha ricevuto dal Congresso equivalgono ad uno sputo in faccia al Presidente.

Secondo l’esperto di politica Philip Giraldi, questa è stata “la prima volta nella storia che una piccola nazione con meno di otto milioni di abitanti ha sottomesso un paese molto più grande con una popolazione di oltre 310 milioni.”

La “Sionistizzazione” dell’America è completa, l’AIPAC che nomina il governo e 60 milioni di cristiano-sionisti pronti a morire per i loro nuovi padroni di Gerusalemme.

Ora l’America è la schiava d’Israele.

CHI  GOVERNA  AMERICA?

“Non ho mai visto un Presidente opporsi a loro. Ottengono sempre ciò che vogliono. Se il popolo americano capisse che morsa questa gente ha stretto sul nostro governo, insorgerebbero con le armi.” (Ammiraglio Thomas Moorer, ex Presidente del Comitato dei Capi di Stato Maggiore Americano, 1983).

A questo punto sento il dovere di scusarmi per la foto alla fine della Parte 1 che ritrae un rabbino che fa le corna e le parole da questi profuse (Noi siamo i nuovi padroni!) presumibilmente al riguardo del desiderio ebraico di dominio mondiale.

Posso già sentire le critiche nei miei confronti: “Razza di una cretina, perché dici una fila di simili fesserie? Non sai che i Protocolli dei Savi Anziani di Sion sono un falso antisemita?”

Si, confesso in modo sommesso di avere sentito la parola “falso” spesso anticipata come una ragione per non leggere questo brillante saggio politico, secondo solo a La Repubblica di Platone per quanto riguarda la sua profondità.

Ciò che sto dicendo non ha tuttavia niente a che vedere con i Protocolli.

Non sono una teorica della cospirazione. Sono una storica interessata solo ai fatti. Solo la verità incita il mio cuore.

Diamo un altro rapido sguardo al Sionismo.

In un recente saggio intitolato Perché la Palestina è Importante, Israel Shamir presenta un quadro che mette in prospettiva l’intera assurdità relativa ai Protocolli:

La Palestina è importante perché è ritenuta un perno dell’Impero, uno dei punti chiave necessari per controllare il mondo. Tale era la convinzione dei fautori dell’Impero Britannico del 19° secolo appartenenti alla specie di Rhodes. Un’arcana teoria sviluppata da HJ Mackinder, si è sviluppata fino a diventare una forza trainante dietro alla globalizzazione. Mackinder previde la sottomissione dell’intero pianeta all’Impero. Napoleone stesso aveva in precedenza giocato con l’idea di insediare gli Ebrei in Palestina come soldati di fanteria della Francia, ma non vi furono Ebrei che accettarono. I Britannici riuscirono là dove i Francesi fallirono.

 

In altre parole, il Sionismo, in base alla recente presa di posizione di Shamir su questo argomento, era un’ispirazione britannica e uno strumento nell’armoriale di Pax Britannica. Era il modo in cui i Britannici volevano conquistare il mondo. Avrebbero sbattuto gli indesiderati Ebrei in Palestina come loro mandatari, Iasraele, in effetti, doveva essere una colonia britannica. E Lord Balfour, quando redasse la famosa Dichiarazione Balfour del 1917,  ebbe un barlume nei suoi piccoli e luccicanti occhi. Egli era più interessato a favorire i progetti dell’Impero Britannico, che essere gentile con gli Ebrei.

Se tutto questo è vero, e penso che lo sia, possiamo vedere ciò che successe dopo. Nel 1948 l’Impero Britannico cadde in rovina. Non era più in grado di usare Israele come la sua marionetta.

Vi era un’altra nazione emergente che sicuramente fu la maggiore beneficiaria della Seconda Guerra Mondiale: l’America. Persino nel 1948 l’America era ampiamente controllata dai suoi Ebrei. La loro influenza, sebbene sarebbe aumentata a grandi passi dopo il 1967, era enorme anche nel 1948.

Furono gli Ebrei a torcere il braccio di Truman per ottenere il suo completo sostegno al loro novello Stato. Furono sempre gli Ebrei, tramite il vendicativo Morgenthau, come indicai nella prima parte di questo articolo, che fecero diventare la vita infernale ai tedeschi vinti nell’immediato dopoguerra. Gli Ebrei erano sempre dietro le quinte, in agguato nell’ombra nel corso della storia.

La colonia che i Britannici avevano mancato di acquisire in Medio Oriente, Israele, fu ereditata dall’America. Quindi Chomsky aveva ragione dopo tutto.. Per cominciare, Israele doveva essere la portaerei americana in Medio Oriente. Gli americani avrebbero usato questa gigantesca base militare per meglio depredare il petrolio arabo. Non avrebbero nemmeno avuto alcun problema ad sostenere il sogno di Ben Gurion di un Grande Israele esteso dal Nilo all’Eufrate. Dopo tutto, perché non dare agli Ebrei ciò che volevano?

Il Grande Israele doveva semplicemente essere una protuberanza dell’America: il suo cinquantunesimo stato.

Le cose non andarono come dovevano. Succede anche nelle migliori famiglie. La situazione fu capovolta a danno degli americani creduloni. Gli Ebrei furono molto più astuti di quanto i loro padroni bianchi anglo-sassoni e protestanti potessero essere. Attraverso tremila anni di amare esperienze avevano acquisito l’arte della doppiezza e dell’astuzia. L’inganno era il loro patrimonio genetico. Furono gli Ultimi Sopravvissuti.

Bisogna ammetterlo. Quelli che furono gli oppressi prima, decisero di diventare oppressori. Le ex vittime decisero di assumere il ruolo di predatori. La marionetta decise di diventare burattinaio.

In breve, gli Ebrei conquistarono l’America e la trasformarono in una colonia ebraica. Niente di più. I loro ospiti americani si erano dati la zappa sui piedi.

Ma perché preoccuparsi? Gli Ebrei americani sono Americani, non è vero forse? Se sono così astuti da conquistare l’America, come lo hanno fatto in modo dimostrabile, perché non dovrebbero passare alla prossima fase logica e conquistare il mondo e dominarlo tramite l’America? Nessuno nega che questo sia lo scopo dell’America: dominio a 360 gradi. Quindi se gli Ebrei controllano l’America e l’America controlla il mondo, non suona logico ritenere che gli Ebrei controllino il mondo? La logica è irrefutabile.

Il dominio  mondiale ebraico prende una diversa prospettiva se visto attraverso il prisma storico. Nessuna “teoria della cospirazione”. Niente Ebrei con naso adunco che attanagliano il mondo sotto il loro crudele tallone. Niente Illuminati che tentano di sodomizzare i vostri bambini e bere il loro sangue. Solo logica. Solo storia. Solo l’America che si impegna per arrivare al dominio totale con gli Ebrei che conducono il gioco.

Potremmo dire che i sogni insensati dei Protocolli si sono finalmente avverati, ma non nel modo che i loro ideatori originali intendevano.

LA  FORMA  DELLE  COSE  CHE  VERRANNO

Consentitemi ora di presentare la testimonianza di Eustace Mullins, se non altro per le vivaci illustrazioni rappresentanti il terrore patito da milioni di cattolici russi nella Russia bolscevica quando era sotto l’egemonia ebraica. Questo potrebbe essere il destino dei cattolici americani in un futuro non molto lontano?

Ci sono fin troppi ben documentati massacri nella storia durante i quali gli Ebrei torturarono ed assassinarono le loro vittime con la massima gioia, godendo di queste pratiche barbare, come strappare i cuori a donne e bambini ed imbrattarsi i volti col loro sangue.

L’orgia di morte, tortura e saccheggio che seguì il trionfo ebraico in Russia (dopo la Rivoluzione Bolscevica del 1917) non fu mai uguagliata nella storia del mondo. Gli Ebrei erano liberi di praticare le loro più fervide fantasie di omicidio di massa su vittime indifese.

I cattolici furono trascinati giù dai loro letti, torturati e uccisi. Alcuni furono addirittura fatti a pezzi, un po’ alla volta, mentre altri furono marcati con ferri roventi, strappati gli occhi con dolori difficilmente immaginabili.

Altri furono messi dentro a delle casse, all’interno delle quali venivano introdotti ratti affamati che si accanivano sui corpi. Alcuni furono inchiodati al soffitto per le mani o per i piedi e lasciati a penzoloni fintanto che sopraggiungeva la morte per sfinimento.

Altri furono incatenati al pavimento e versato loro in bocca piombo bollente. Molti furono legati a dei cavalli e trascinati per le strade della città mentre la folla si accaniva su di loro con sassi e pedate fino alla morte.

Le madri venivano portate nella pubblica piazza dove venivano strappati dalle braccia i loro bambini, i quali venivano buttai in aria per poi essere infilzati al volo sulla punta della baionetta.

Le donne cattoliche gravide venivano incatenate agli alberi e i bambini strappati dal ventre materno.

“Non dobbiamo mai dimenticare cosa successe quando gli ebrei erano una élite nemica nell’Unione Sovietica,” fa notare tristemente il Prof. Kevin MacDonald. “Il disgusto e il disprezzo per la gente tradizionale e la cultura della Russia fu un importante fattore nell’accanita partecipazione ebraica nei più grandi crimini del 20° secolo.”

MacDonald si riferisce al genocidio sistematico di oltre 50 milioni di russi sotto il dominio di Lenin e Stalin: un periodo di assassinii di massa che attraversò ben 36 anni (1917-1953).

La nuova elite americana, come ho evidenziato nella prima parte di questo articolo (L’America come Colonia Israeliana), è un elite ebraica. Esattamente come l’elite della Russia bolscevica e dell’Unione Sovietica stalinista. Ed è in sostanza un elite ostile che “detesta la nazione che governa.”

Dobbiamo quindi stare in guardia.

Perché ciò che successe a milioni di russi nella prima metà del 20° secolo, un sistematico genocidio, potrebbe benissimo accadere a milioni di americani in un prevedibile futuro.

“E’ del tutto possibile,” riflette Kevin MacDonald, “che si stia entrando in una distopia razziale di crudeltà inimmaginabile.”

UNA  PARTITA  CHIAMATA  SOPRAVVIVENZA

Lo straordinario successo degli ebrei, che rappresentano solo il 2,5% della popolazione americana, può essere attribuito ad una organizzazione, coordinazione e contatti meticolosi.

Questa coesione favorevole deriva da una caratteristica evolutiva degli Ebrei. Un etnocentrismo eccezionalmente forte che ha loro consentito di infiltrarsi in quasi tutte le organizzazioni che avrebbero potuto minacciarli come gruppo.

In America, gli ebrei di talento leali innanzitutto a Israele, sono riusciti ad insinuarsi nelle posizioni politiche chiave, incluso il Dipartimento del Tesoro e quello di Stato, il Pentagono, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Casa Bianca.

Negli ultimi 24 mesi non un singolo personaggio politico (ci racconta James Petras) ha alzato la benché minima critica sui crimini più odiosi commessi da Israele, dalla devastazione di Gaza al massacro della flottiglia umanitaria, all’espansione dei nuovi insediamenti a Gerusalemme e in Cisgiordania. Molti dei personaggi politici Sionisti di rilievo sono saliti al potere attraverso una deliberata strategia di infiltrazione governativa per modellare la politica della promozione degli interessi israeliani sopra e oltre gli interessi della popolazione americana.

Se i non-ebrei hanno perduto la partita della vita e le loro libertà conquistate a fatica, a vantaggio degli Ebrei, ciò avvenne perché non sapevano che stavano appunto giocando una partita. Una partita con un’altissima posta in gioco.

Una partita chiamata Sopravvivenza

CONCLUSIONE

Il mondo che ci aspetta, se prevarranno i nostri Nuovi Padroni, sarà un atroce distopia. Sarà una desertificazione spirituale nella quale un elite senza principi calpesterà le brulicanti masse. Sarà un mondo crudele di sfruttamento, di buio morale e di inaudita brutalità.

“La morte risolve tutti i problemi,” diceva spiritosamente e cinicamente Stalin. “Nessun uomo, nessun problema.” Quando lo sterminio di massa diventa la cura miracolosa, allora bisogna aspettarsi tempi emozionanti.

Nello studio largamente accreditato di Otto Friedrich sull’Olocausto, The Kingdom of Auschwitz (Il regno di Auschwitz), viene citato un sopravvissuto al campo di concentramento per aver detto:

La vita nel campo di concentramento ci ha insegnato che il mondo intero è veramente come un campo di concentramento. Il mondo non è governato ne dalla giustizia ne dalla moralità. Il crimine non è punito e la virtù non è premiata. Il mondo è governato dal potere. Stiamo mettendo le basi per una nuova mostruosa civiltà.

Una vittima innocente di questa “nuova mostruosa civiltà”, un bambino Palestinese, il suo braccio tagliato da un colono ebraico per aver lanciato un sasso.

Ecco dove ci troviamo ora: nell’occhio del ciclone.

L’America, una volta una democrazia, è ora un paese cripto-ditttatoriale governato da un elite finanziaria e cosmopolita. “Non c’è libertà, nessuna democrazia e nessuna responsabilità di governo in Amerika, una dittatura occulta,” conclude mestamente Paul Craig Roberts in uno dei suoi recenti saggi.

Gli Ebrei, realizzando i sogni più abietti rappresentati nei Protocolli, controllano i campi di morte del mondo che hanno conquistato. Irak e Afghanistan sono in rovina, grazie ai loro complotti. L’Iran è nel mirino in attesa della sua sorte predestinata. E intanto in America, mentre i sacchi con i corpi dei soldati arrivano da paesi stranieri  e il circo dell’ipocrisia avanza senza sosta, non c’è rimasto granché per cui vivere, tranne il sesso e la morte.

Gli zelanti esecutori di Stalin, gli Ebrei, sono ora un elite dirigenziale in America. Come nella Germania di Weimar, sono gli Ebrei a fare i soldi e contribuire a creare una cultura di neo-paganesimo e nichilismo, decadenza  e disperazione. Niente è cambiato tranne il paese.

Russia, Germania, America…sono tutte state abbattute come birilli.

COME  SARANNO  LE  COSE  IN  FUTURO

“Se volete avere un quadro del futuro, immaginate uno stivale che va a sbattere su un volto umano — per sempre.”  (George Orwell, 1984)

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Dr Lasha Darkmoon (email her) is an academic with higher degrees in Classics. She is also a poet and translator. Her articles can be read here,  her poems here.

Traduzione a cura di: Isabella Fanfani, Losanna (Svizzera)

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2 thoughts on “L’America Vinta, della D.ssa Lasha Darkmoon … Traduzione a cura di: Isabella Fanfani.

  1. Dear Scott, thank you for the article by Dr Lasha Darkmoon. I study the Bible prophecies, his article confirms what I study and public in my site for so long. The story is happening in the world and particularly in the United States, confirms the prophecies. I do not know English well, excuse the mistakes. God bless you

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