Gian Franco Spotti: Lettera di protesta alla Gazzetta di Parma per la crisi del Coronavirus in Italia

Gian Franco Spotti
Lettera alla Gazzetta di Parma


Gentile Direttore,

Leggendo la lettera del Sig. Ettore Zinelli del 26 Marzo si ha un ulteriore conferma di come la propaganda Covid abbia sparso terrore nei comuni cittadini. A furia di chiusure, spostamenti limitati, regioni colorate in modo carnevalesco e previsioni più che pessime per l’economia, ecco che la nuova religione si chiama vaccino e viene somministrato come un sacramento a schiere di persone in parte titubanti ma anche impaurite e in parte sorridenti e orgogliose col pollice alzato come se avessero vinto alla lotteria.

E’ uno spettacolo penoso, siamo all’autolesionismo vero e proprio. Televisioni e giornali dicono e scrivono tutti le stesse cose e nei dibattiti televisivi si gonfiano tutti il petto di orgoglio quando sentono che la vaccinazione di massa sta per realizzarsi ma, chissà perché, non c’è mai il contraddittorio. Non c’è mai spazio per persone, anche esperte e autorevoli, che abbiano una visione diversa.

E’ un po’ come se in un processo potesse presenziare in aula solo l’accusa e non la difesa. E’ ovvio che il verdetto sarebbe scontato. Il Sig. Zinelli invoca il passaporto vaccinale che, se realizzato, dividerà il mondo in presunti sani aventi diritto a viaggiare e in untori portatori di peste. Non è ancora chiaro perché un vaccinato dovrebbe temere un non vaccinato visto che è, appunto, vaccinato.

Per quel che riguarda poi l’obbligo per il personale sanitario di vaccinarsi, pare chiaro che se vari medici e infermieri sono riluttanti a farlo è perché, essendo esperti del mestiere, qualche dubbio o timore devono averlo. Perché le loro ragioni non vengono ascoltate invece che criticarle e condannarle semplicemente o definirli, come va di moda, negazionisti? I veri negazionisti stanno dalla parte opposta e si stanno impegnando a non divulgare la verità. Un esempio eclatante è stato il caso delle morti avvenute subito dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca (ma anche della Pfizer) sulle cui conseguenze tutti all’unisono si sono precipitati ad affermare che il vaccino non c’entrava nulla e il tutto poche ore dopo i decessi ancor prima di aver effettuato le autopsie. Probabilmente i media hanno doti di chiaroveggenza. Tra l’altro l’AstraZeneca ha furbescamente pensato di cambiare nome ed anche il bugiardino dei propri vaccini. Vista la sfiducia di molti cittadini in tutto il mondo il titolo in borsa non deve essere andato molto bene e quindi meglio cambiare pelle. Tra l’altro l’EMA europea stessa ha dichiarato di essere in attesa di ulteriori dati per quanto riguarda gli effetti avversi. Ma questi “dati” siamo noi. Ci inoculano un vaccino sperimentale nato in pochi mesi e noi siamo la cavie sacrificabili dalle quali ricavare poi in seguito i “dati”.

La notizia dei medici sospesi senza stipendio per aver rifiutato il vaccino e il cui ricorso è stato rigettato da un giudice di Belluno non è esatta. Quei medici sono stati messi in ferie ma con lo stipendio ma siccome non erano d’accordo ad avere le ferie in questo periodo hanno fatto ricorso che però non è stato accettato. Ecco un altro modo di come si modifica la verità per conformarla al pensiero unico pro-vaccino. Qui non si tratta di no-vax o pro-vax ma della presa di posizione di tante persone che non accettano di seguire il pensiero unico imposto dai mezzi di comunicazione i quali, ormai palesemente, ci stanno mentendo senza nemmeno tanti scrupoli. D’altronde quante menzogne ci sono state propinate in passato ma che nessuno più ricorda?

Saluti

Gian Franco Spotti

9 thoughts to “Gian Franco Spotti: Lettera di protesta alla Gazzetta di Parma per la crisi del Coronavirus in Italia”

  1. Ciao Gian: Non mi è chiaro dalla versione inglese più lunga della tua lettera se questa versione italiana più breve sia stata finalmente accettata per la pubblicazione dalla Gazzetta di Parma. È una lettera eccellente, relativamente breve ed educata, e non vedo alcun motivo per cui avrebbe dovuto essere respinta. I media italiani devono essere molto pignoli e censori se rifiutano di pubblicare una lettera come questa.

    1. Ciao Saki,
      per ora la lettera non è stata ancora pubblicata. Se non avverrà nei prossimi 4 o 5 giorni è da considerarsi rifiutata. D’altronde nessun giornale in Italia accetta posizioni nei confronti dei vaccini diverse da quelle imposte dai mainstream media. Quelle rarissime volte che accade le risposte sono tutte negative e non hai più possibilità di replica (così dimostrano che non sai più cosa dire e che hai torto). In televisione quando qualcuno accenna ad una contrarietà nei confronti dei vaccini gli viene tolta la parola e non viene più intervistato.
      Indovina un po’ da che parte stanno i complottisti e i negazionisti?

      1. Grazie per la risposta alla mia domanda, caro Gian. Da quello che dici immagino che la tua lettera sia stata respinta e che non sei molto preoccupato per questo, dal momento che ti aspettavi un rifiuto.

        In effetti, date le circostanze, la pubblicazione di una lettera critica come la vostra sarebbe stata sorprendente! Abituati all’idea di avere la libertà di parola nei mass media solo se dici ciò che gli editori vogliono sentire.

        Inutile dire che la tua lettera molto più lunga e molto più controversa in inglese, alla quale Lasha Darkmoon ha aggiunto molti dettagli spaventosi sui rischi del vaccino, non avrebbe avuto alcuna possibilità di pubblicazione sui mass media come lettera.

        Tanto per cominciare, è troppo lungo per una lettera a un giornale. Le lettere, come sai, devono essere mantenute molto brevi. Più breve è il migliore. Solo 2-3 paragrafi al massimo. Questa è la mia esperienza personale nello scrivere ai giornali nazionali. Anche se tengo la mia lettera MOLTO breve, lo rendono ancora più breve! 🙂

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