L’America Segnata: A cura di Paul Craig Roberts.

“Mi ero accorto che l’America era perduta. Il male aveva prevalso.”

Foto e annotazioni a cura di Lasha Darkmoon
Fonte originale in inglese: America Doomed

Coloro che scrivono in modo critico sulle guerre illegali di Washington e la violazione della Costituzione americana, potrebbero trovarsi presto dietro le sbarre a tempo indeterminato.

Questo perché il criticare le politiche di Washington può essere interpretato come un appoggio ai nemici di Washington, il che potrebbe includere opere di beneficienza destinate ad aiutare i bambini Palestinesi bombardati e flottiglie varie che tentano di portare aiuti umanitari a Gaza.

I regimi di Bush e Obama hanno messo le basi per imprigionare i critici del governo senza un dovuto processo. Il Primo Emendamento viene ristretto a tutti tranne che a quegli americani infatuati che inneggiano USA! USA! USA!  Washington si è eretto ad accusatore del mondo, che rimprovera sempre gli altri paesi per le violazioni dei diritti umani, mentre Washington bombarda mezza dozzina di nazioni facendole tornare all’età della pietra e minaccia molte altre dello stesso trattamento, arrivando a violare le norme di legge americane e le Convenzioni di Ginevra torturando i prigionieri.

Washington fa arrestare determinati politici stranieri, i cui paesi erano afflitti da guerre civili e li spedisce in tribunale come criminali di guerra, mentre i suoi propri crimini continuano ad aumentare.

Comunque se una persona denunciasse i crimini di guerra di Washington, questa persona verrebbe trattenuto senza accuse in condizioni tali che non sono distanti dalla tortura.

Bradley Manning è il caso lampante. Manning, un soldato americano di stanza in Afghanistan,  è sospettato di essere colui che fornì a WikiLeaks in video intitolato “Collateral Murder” (Omicidio Collaterale), il quale, in base alle parole di Marjorie Cohn, “descrive forze armate americane su un elicottero Apache che uccidono 12 civili disarmati, inclusi due giornalisti dell’agenzia di stampa Reuters. Coloro che ercarono di soccorrere i feriti furono bersagliati e uccisi.”

Uno dei Buoni Samaritani era un padre con due bambini. Il video mostra la gioia del personale militare americano che provano nel farli saltare in alto stando alti nel cielo. Quando fu chiaro che i Guerrieri Portatori di Democrazia al Popolo avevano fatto saltare per aria due bambini, invece del rimorso si può sentire la voce di uno dei boia che dice: “è quello che merita per aver portato dei bambini in zona di guerra.”

La citazione è a memoria ma è sufficientemente fedele. Quando vidi per la prima volta questo video, fui stupito di fronte a questo crimine spudorato. E’ più che ovvio che la dozzina di persone assassinate non era altro che gente che camminava per la strada, che non minacciava nessuno, disarmati e che non facevano niente di straordinario. Non era una zona di guerra. L’oorore è che i soldati americani giocavano ad un videogioco con le persone vive. Dai loro commenti si può affermare che si stavano divertendo ad uccidere questa gente inconsapevole che camminava per la strada. Si divertirono ad uccidere il padre che si fermò a dare soccorso e a far saltare per aria la sua auto con a bordo i due suoi bambini piccoli.

Questo non fu un incidente causato da un drone, fornito di dati sbagliati, che fa saltare una scuola piena di bambini, oppure un ospedale o una famiglia di agricoltori. Questi erano soldati americani che si divertivano con giocattoli ad alta tecnologia ad uccidere chiunque ritenessero fossero dei nemici.

“Come si sono divertiti i soldati americani con i loro gingilli ad alta tecnologia…”

Quando vidi ciò, capii che l’America era perduta. Il male aveva prevalso.

Stavo per scrivere che niente è stato fatto nei confronti di questo crimine. Ma qualcosa era stato fatto. Un soldato americano che riconobbe il tremendo crimine di guerra sapeva che l’esercito americano ne era al corrente e che non aveva fatto niente in proposito. Egli sapeva anche che in qualità di soldato americano gli veniva richiesto di denunciare crimini di guerra. Ma a chi? I crimini di guerra definiti come “danni collaterali” rappresentano la maggior parte delle guerre di Washington del 21° secolo.

Un soldato con una coscienza morale diede il video a WikiLeaks. Non sappiamo chi fosse quel soldato. Washington sostiene che il soldato è Bradley Manning, ma Washington mente ogni volta che apre bocca. Per cui non lo sapremo mai.

Tutto ciò che sappiamo è che la colpa non ricadde su coloro che  perpetrarono il crimine di guerra. Ricadde sui due accusati di averlo rivelato: Bradley Manning e Julian Assange.

Manning fu tenuto in detenzione per quasi due anni senza che alcuna accusa fosse presentata ad un tribunale. Nelle udienze pre-processuali di Dicembre  tutto ciò che Washington fece fu di mettere insieme accuse improvvisate. Nessuna prova in merito. La pubblica accusa, un tale Capitano Fein, disse alla corte, ammesso che sia vero, che Manning era stato “addestrato e incaricato  all’uso di sistemi di controspionaggio ed egli ha usato quell’addestramento per sfidare la nostra fiducia. Egli abusò della nostra fiducia.”

In altre parole Manning diede al ondo la verità su un crimine di guerra che stava per essere coperto e sia Washington che il Pentagono considerano uno che dice la verità, facendo il proprio dovere nell’ambito del codice militare, come un qualcuno che “abusa della fiducia.”

Il Capitano Fein non avrebbe potuto essere più chiaro di così. Se dici la verità e riveli i crimini di guerra di Washington, allora hai aiutato il nemico. Quella semplice frase pronunciata dal Capitano Fein ha spazzato via in un colpo solo le tutele per chi rivela illeciti scritte nelle norme di legge americane e nel Primo Emendamento e destina a tortura e detenzione indeterminata chiunque abbia una coscienza morale ed un senso di correttezza.

Bradley Manning, sistematicamente torturato dai suoi sadici carcerieri americani per aver rivelato i loro crimini di guerra.

Secondo funzionari americani, Manning viene trattato con gentilezza e considerazione. Questo trattamento consiste in:

(1)  Isolamento in una piccola cella per 23 ore al giorno, obbligatoriamente nudo e senza i suoi occhiali da vista, quindi praticamente cieco. Gli sono consentiti gli occhiali solo quando legge, ma se smette un attimo per riflettere su ciò che sta leggendo, gli occhiali gli vengono sequestrati nel caso dovesse usarli per suicidarsi.

(2)  Essere tormentato ogni cinque minuti con la domanda esasperante  “Are you okay?” (Stai bene?) ed essere obbligato a rispondere “Yes” (Si).

(3)  Un ora di “esercizi” al giorno il che include camminare in cerchio nel cortile della prigione con pesanti ceppi alle caviglie. L’esercizio viene sospeso all’istante solo se inciampa o si ferma per un secondo.

(4)  Non può fare ginnastica in cella per recuperare ciò che gli era stato sospeso così dispettosamente nel cortile della prigione.

(5)  A discrezione dei suoi carcerieri viene obbligato a restare nudo fuori dalla cella mentre gli altri prigionieri gli passano davanti, autorizzati a beffarsi delle sue sofferenze.

Non ci sono prove che Bradley Manning abbia subito la tortura che prevede l’immersione della testa nell’acqua fino ai limiti della capacità respiratoria (waterboarding), ma i futuri detenuti americani rischiano questa ulteriore prospettiva in base al draconiano Decreto Autorizzativo di Difesa Nazionale approvato da Obama il 31 Dicembre 2011.

Il 2 Giugno 2010, George W. Bush  ammise  orgogliosamente: “ Sì, abbiamo usato questa pratica, lo rifarei di nuovo.”

Anche il Presidente Barrack Obama sembra non essere preoccupato delle torture su cittadini americani. Quando gli è stato chiesto di recente circa i procedimenti giudiziari  nei confronti di funzionari dell’amministrazione Bush per aver praticato la tortura, egli rispose in modo evasivo: “Credo fermamente che sia importante guardare avanti e non dietro di noi.”

Washington, in una sfacciata esibizione di ipocrisia, accusa altri paesi di violazione dei diritti umani, mentre il Congresso ha approvato, e il Presidente Obama lo ha firmato, un decreto che giustifica la tortura e applica la detenzione a tempo indeterminato, che il Rappresentante americano Ron Paul lo definisce un accelerazione dell’America “verso la tirannia” e “una discesa verso il totalitarismo.”

Nel firmare il Decreto della Tirannia, il Presidente Obama affermò di pensare che la tirannia stabilita dal decreto non andava poi così lontano. Annunciò che avrebbe firmato il decreto con clausole che gli davano il diritto, in violazione di ogni norma, di mandare cittadini americani all’estero per essere torturati, privati di un equo processo e di tutele costituzionali.

Questo è il governo americano che sostiene di essere un governo di “libertà e democrazia” e di portare “libertà e democrazia” agli altri con bombe e invasioni.

L’anno passato ci ha regalato altri inquietanti sviluppi tirannici. Il Presidente Obama annunciò di avere un elenco di americani che intendeva colpire senza un giusto processo, e la Sicurezza  Interna, una definizione Orwelliana, annunciò di aver spostato l’attenzione dai terroristi agli “estremisti nazionali.” Questi ultimi sono indefiniti e consistono in coloro che vengono definiti tali dalla Sicurezza Interna.

Niente di tutto questo è stato fatto a porte chiuse. L’assassinio della Costituzione americana è stato un crimine pubblico del quale tutti sono stati testimoni.

Le forze di polizia statali e locali sono state militarizzate non solo nel loro equipaggiamento ed armamento ma anche nel loro atteggiamento verso il pubblico. Nonostante l’assenza di attacchi terroristici interni, la Sicurezza Interna esegue perquisizioni arbitrarie di auto e camion sulle strade e di passeggeri che usano i trasporti pubblici. Un servizio federale in uniforme è in fase di addestramento per violare sistematicamente i diritti costituzionali dei cittadini e i cittadini vengono addestrati ad accettare queste violazioni come fossero normali.

I giovani non ricordano di quando si poteva salire sui trasporti pubblici senza perquisizioni invasive o radunarsi a protestare senza essere aggrediti brutalmente dalla polizia. La libertà sta traslocando nel regno del mito e della leggenda.

In un sistema simile, così come viene pubblicamente costruito, non c’è libertà, non c’è democrazia.

Ciò che è davanti a noi è una nuda tirannia.

Mentre l’America sta degenerando in un vero e proprio stato di polizia, i politici invocano costantemente “i nostri valori.” Cosa sono questi valori? Carcerazione indefinita senza sentenza giudiziaria. Tortura. Perquisizioni arbitrarie e violazioni domiciliari. Una epidemia di brutalità poliziesca. Riduzione della libertà di parola e dei diritti di riunione pacifica. Aggressione non provocata definita “guerra preventiva.”  Interferenza nelle elezioni e negli affari interni degli altri paesi. Sanzioni economiche imposte a popoli stranieri i cui leaders non sono sul libro paga di Washington.

Se lo stato poliziesco in America fosse semplicemente una conseguenza involontaria di una vera guerra contro il terrorismo, potrebbe essere smantellato una volta che questa guerra è finita. Tuttavia le prove portano ad affermare che lo stato di polizia è una conseguenza voluta.

L’USA PATRIOT ACT (acronimo per Uniting and Stregthening America by Providing Appropriate Tools Required to Intercept and Obstruct Terrorism Act of 2001 – Traduzione: unire e rafforzare l’America fornendo strumenti adeguati necessari ad intercettare e inibire atti di terrorismo come quelli del 2001), è un enorme decreto che attacca furbescamente la Costituzione. Non è possibile che possa essere stato scritto nel breve tempo trascorso fra l’11 Settembre e la sua presentazione al Congresso. Era già pronto in un cassetto.

Lo smantellamento delle libertà civili garantite costituzionalmente è stato fatto di proposito, così come lo è l’accumulo di poteri arbitrari e irresponsabili nell’ambito esecutivo del governo. Poiché non ci sono stati eventi terroristici negli Stati Uniti per circa una decade tranne quelli conosciuti e organizzati dal FBI, non c’è alcuna minaccia terroristica che giustifichi l’allestimento di un regime politico dal potere irresponsabile. Viene fatto di proposito con falsi pretesti, il che significa che c’è un piano ben preciso non dichiarato. La minaccia che gli americani affrontano abita a Washington D.C.

Ritengo che cambiare le cose internamente tramite il sistema politico non sia fattibile.

La nostra opportunità di riesumare le libertà civili potrebbe venire dalla tracotanza di Washington. Ambizioni imperiali e derive di potere possono causare tumulti ingestibili e la perdita di alleati. Superati all’estero, e all’interno una popolazione demoralizzata, disoccupata e oppressa, non sono certo gli ingredienti per il successo.

Per quanto tempo ancora il governo russo permetterà alla Organizzazioni Non Governative finanziate dal US Endowment for Democracy (una iniziativa americana che pretenderebbe di finanziare progetti miranti a portare la democrazia in nazioni straniere senza che queste lo necessitino o lo richiedano. In breve: un’ingerenza bella e buona negli affari interni di paesi sovrani), di interferire nelle sue elezioni e di organizzare proteste politiche?

Per quanto tempo ancora la Cina confonderà i suoi interessi strategici col mercato al consumo americano? Per quanto tempo ancora Giappone, Canada, Australia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Turchia, Egitto e gli stati petroliferi nel Medio Oriente resteranno i fantocci degli Stati Uniti? Per quanto tempo ancora il Dollaro potrà  detenere il ruolo di valuta di riserva quando la Federal Reserve sta monetizzando enormi quantità di debito?

La salvezza dell’America arriverà quando Washington subità la sconfitta delle sue ambizioni egemoniche.

Il pubblico americano non ha modo di sapere se i detenuti torturati sono terroristi o oppositori politici. Perché gli americani sono disposti ad accettare la parola di un governo che ha intenzionalmente raccontato loro la menzogna che Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa ed era una minaccia per l’America?

Il potere attrae le persone della peggior specie. Come dimostrano Abu Ghraib e Guantanamo, le democrazie non sono immuni dall’uso malvagio del potere. Anzi, simili trattamenti disumani di prigionieri continuano all’interno del sistema carcerario americano per i criminali comuni.

Poliziotti idioti e obesi usano pistole paralizzanti su bambini e persone in sedie a rotelle. Maltrattano fisicamente anziane signore. La polizia fa rabbrividire. Essa rappresenta una minaccia per i cittadini maggiore di quanto la rappresentino i criminali.

La punizione senza crimine, è questo ora il Sistema Americano.

In un decennio gli Stati Uniti sono stati trasformati da una società libera in uno stato poliziesco. La popolazione americana, nel limite della sua conoscenza di quanto è successo, ha semplicemente accettato la rivoluzione dall’alto.

Gli americani sembrano gradire l’era della tirannia nella quale stanno entrando.

Abu Ghraib ieri…..l’America domani

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Paul Craig Roberts è stato Assistente Segretario del Tesoro per le Politiche Economiche e Condirettore del Wall Street Journal. E’ stato articolista del Business Week, Scripps Howard News Service e Creators Syndicate. Ha avuto varie nomine universitarie. Questa è la versione curata e concentrata di : The Outlook For Liberty is Dismal (la prospettiva per la libertà è fosca), con ulteriore materiale a cura di Lasha Darkmoon.

Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI

Ieri la Germania, oggi l’America: un colloquio fra fratello Nathanael Kapner e Joe Cortina

“E’ disgustoso come gli Ebrei si stanno prendendo tutto. Perfino la Roma di Seutonio non ha mai conosciuto orge tali come la perversione del ballo di Berlino.” — Scrittore ebreo Stefan Zweig

Fonte: Germany Then, America Now

Oltre un anno fa, la D.ssa Lasha Darkmoon, scrisse un articolo intitolato Ieri la Germania, Oggi l’America, nel quale venivano fatti paragoni impressionanti fra la Germania pre-Hitleriana e l’America contemporanea.

Darkmoon concludeva che l’America, per sette motivi elencati in questo più esauriente articolo, si trova ora in condizioni peggiore di quelle in cui si trovava la Germania prima dell’ascesa al potere di Hitler nel 1933. Lo stesso argomento viene ripreso, ma con ulteriori fatti e dettagli, in un recente articolo intitolato Weimar Incontra l’America: uno Studio in un Collasso Nazionale.

Fratello Nathanael Kapner di Zionist Watch intervista l’ex Berretto Verde Joe Cortina, un ufficiale delle operazioni speciali e comandante di un Centro di Addestramento dell’Esercito Americano.

— John Scott Montecristo, Editore

F.llo Nathanael: C’è un’affinità fra la Repubblica di Weimar tedesca e l’America di oggi ?

Joe Cortina: Si. Le similitudini della situazione sono un avvertimento che proviene direttamente dalla saggezza del filosofo George Santana: “Coloro che dimenticano la storia sono destinati a ripeterla.”

F.llo Nathanael: Guardiamo allora a quella storia. Oggi gli americani sono sotto forte pressione. C’era qualcosa di simile fra i tedeschi prima dell’avvento del Terzo Reich nel 1933?

Joe Cortina: I tedeschi del periodo di Weimar erano in una situazione terribile: senza lavoro, potere d’acquisto della loro moneta in declino, carestia, umiliazioni, derubati della terra e dominati dagli Ebrei in maniera molto simile a quella che vediamo oggi in America.

I tedeschi di quel periodo erano di fatto tutti cattolici con forti valori famigliari ed un etica del lavoro cristiana.

La stessa cosa in America. Tuttavia, con i media occupati dagli Ebrei, i tribunali controllati dagli Ebrei e la finanza sotto la regia degli Ebrei, ogni espressione cristiana  viene soffocata o ridicolizzata ed ogni opportunità per un espressione di un etica di lavoro cristiana è stata inviata oltre oceano da banchieri e investitori ebrei.

F.llo Nathanael: Cominciamo con i media. Qualche affinità fra Weimar e l’America odierna?

Joe Cortina: I media di Weimar erano controllati quasi esclusivamente da Ebrei. I due più grandi quotidiani tedeschi prima del 1933 erano in mani ebraiche: Leopold Ullstein, August Scherl e Rudolf Mosse. Questi ebrei avevano praticamente un monopolio effettivo sulla stampa tedesca.

La loro pubblicazione principale era il Berliner Tageblatt che per molti anni fu considerato all’estero come rappresentativo dell’opinione pubblica tedesca.

L’editore di questo giornale era Theodor Wolff, un Ebreo, che ebbe anche un ruolo importante in politica. Tutti gli editoriali, la politica e le opinioni erano totalmente sotto in controllo ebraico.

Ciò che è tristemente oggi l’America.

F.llo Nathanael: E per quanto riguarda l’occupazione?

Joe Cortina: Non c’erano Ebrei disoccupati nel momento della disoccupazione di massa poiché gli Ebrei non si sarebbero mai sporcati le mani per fare un duro e onesto lavoro.

Gli Ebrei facevano una vista privilegiata di lusso, mentre il tedesco medio lottava per dar da mangiare alla famiglia. Lo studioso di statistica Ebreo Alfred Marcus stimava che il reddito medio degli ebrei nel 1930 fosse tre volte la  media del resto della popolazione. Questo vi dice qualcosa?

Ricco Ebreo a cavalcioni sul mondo. Caricatura antisemita del 1935

F.llo Nathanael: E per quanto riguarda la finanza?

Joe Cortina: Ancora una volta l’Ebreo dominava e strangolava il lavoratore tedesco.

Prima di tutto, il banchiere ebreo Max Warburg rappresentava la Germania sconfitta a Versailles e fu determinante nella formazione della Repubblica di Weimar. Hugo Pruess, Ebreo, scrisse la costituzione di Weimar.

Il risultato fu che tra il 1925 e il 1929 quattro dei sei membri del collegio di controllo del direttivo della Reichsbank erano Ebrei inclusi Jakob Goldschmidt e Rudolf Havenstein.

Con Ebrei estranei al patriottismo alla guida della politica monetaria tedesca, i cui legami con l’Ebraismo internazionale aveva la precedenza sugli interessi della Germania, arrivò l’iperinflazione e il Marco Tedesco divenne senza valore. L’America sta ora vivendo il suo “Momento Weimar.”

Nel 1923, una casalinga tedesca bruciava le banconote in Marchi nella stufa della sua cucina poiché costava meno bruciare i marchi che usarli per comperare la legna da ardere.

F.llo Nathanael: E cosa mi dice per quanto riguarda il degrado morale?

Joe Cortina: Le cateratte si aprirono per la depravazione ebraica quando tutte le barriere sotto forma di censura durante la monarchia furono abbattute dopo la sconfitta della Germania nel 1918.

Allora un fiume di letteratura immorale, film e commedie inondarono la Germania, il tutto gestito in prima linea dagli Ebrei. Il poeta ebreo di Weimar, Stefan Zweig, temeva una forte reazione contro l’ebraismo quando definì Berlino come trasformata “nella Babilonia del Mondo.”

“Persino la Roma di Seutonio non conobbe mai orge tali come la perversione del ballo di Berlino,” osservò Zweig, “dove centinaia di uomini travestiti da donne e centinaia di donne travestite da uomini ballavano sotto l’occhio benevolo della polizia.”

Zweig scrisse a Martin Buber dicendo: “È disgustoso come gli Ebrei si stiano prendo con tutto con rapacità. Non dovrebbe essere nostra responsabilità attenderci la giustificata indignazione anti-semita e richiamare il nostro popolo al buon senso?”

Dominatrice e Schiavo: la Berlino di Weimar (anni 20). “La decadenza dei valori morali il tutte le sfere della vita – il periodo del degrado più profondo della Germania – ha coinciso esattamente col periodo del potere ebraico in Germania.”  —  Dr. Friedrich Karl Wiehe, La Germania e la Questione Ebraica.

F.llo Nathanael: Può essere più preciso circa la letteratura, i film e le commedie immorali prodotte dall’Ebraismo tedesco?

Joe Cortina: Case editrici come Benjamin Harz, Leon Hirsch e Jacobstahl & Co. Pubblicavano libri che minavano i costumi sessuali cattolici.

I titoli parlano da soli: “Storia dei Costumi del Vizio” – “Lessico Illustrato dell’Erotismo” –  “Storia del Costumi del Segreto e del Proibito.”

Gli Ebrei, inoltre, intrapresero con impegno una campagna per l’aborto libero. Ebrei come il Dr. Max Hodann, il Dr. Lothar Wolf, Martha Ruben-Wolf e Alfons Goldschmidt scrissero numerosi articoli che incoraggiavano l’aborto e il controllo delle nascite.

F.llo Nathanael: E per quanto riguarda il film e il teatro?

Joe Cortina: A condurre il settore cinematografico e teatrale nella Repubblica di Weimar erano Ebrei come Josef von Sternberg, Bertolt Brecht, Erich Pommer ed una schiera di divulgatori di sudiciume ebraici.

Una scelta a caso di titoli cinematografici e teatrali getta una luce chiara sul tipo di depravazione prodotta dagli Ebrei durante il periodo di Weimar: “Madre Peccaminosa” –  “Quando una Donna Perde il suo Cammino” – “Spogliati” – “Mille Donne Nude”.

Ma appena Hitler arrivò al potere, mise fine a questo infinito sudiciume proveniente dall’industria teatrale e cinematografica ebraica. Ma per il momento non c’è ancora la parola fine al sudiciume che fuoriesce dalla Hollywood ebraica.

Modella degli anni 20 tratta dal libro “Le Calde Ragazze della Berlno di Weimar.” Cocaina, la droga preferita dai depravati sessuali, veniva spesso nascosta all’interno delle calze delle ragazze oppure sotto le loro giarrettiere, posti ritenuti sicuri dalle mani perquisitrici della polizia.

F.llo Nathanael: Può farci un riassunto?

Joe Cortina: Quello che gli Ebrei hanno fatto ai tedeschi durante il periodo di Weimar lo stanno facendo al popolo americano.

Hanno rubato la nostra ricchezza, la nostra libertà, la nostra prosperità, le nostre tradizioni, il nostro aspetto morale, il nostro onore, la nostra moralità e la nostra eredità cristiana.

Se un qualcuno con voce chiara e convinta dovesse presentarsi e convincere me e la mia famiglia di poter e di voler portarci fuori da questa occupazione straniera e di unire il nostro popolo in una giusta causa, mettendo fine all’influenza ebraica, lo seguirei perché non c’è altra strada, altra speranza. Altroché se lo farei!

Forse gli Ebrei farebbero bene ad imparare una lezione da Weimar e del come venne affrontata dal Terzo Reich, perché la prossima volta potrebbe essere il mondo intero a urlare chiedendo giustizia e la fine del male dell’Ebraismo. Questa volta, una volta e per sempre!

Hitler tentò di salvare la Germania dagli Ebrei e fallì. CHI  SALVERA’  L’AMERICA?

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L’esperienza di Joe Cortina come investigatore del controspionaggio e consigliere dell’anti-terrorismo, lo hanno portato in luoghi caldi e tumultuosi come Israele e le confinanti nazioni medio-orientali, nonché Centro America. Il suo sito, My Name is Joe Cortina, è una vetrina di crimini commessi contro l’umanità dall’elite globale Sionista.
Traduzione a cura di: Isabella Fanfani, Losanna (Svizzera)

L’America Vinta, della D.ssa Lasha Darkmoon … Traduzione a cura di: Isabella Fanfani.

“Noi, popolo ebraico, controlliamo l’America e gli Americani lo sanno.” — Primo Ministro Israeliano Ariel Sharon, 3 Ottobre 2001

L’AMERICA  VINTA, della  D.ssa  Lasha  Darkmoon

PARTE 1: L’America  come  Colonia  Israeliana
FONTE: America as an Israeli Colony

“Non me ne frega niente se gli americani pensano che siamo i padroni dei media, di Hollywood, di Wall Street o del governo,” scrisse l’articolista di origine ebraica Joel Stein sul quotidiano Los Angeles Times nel Dicembre dle 2008, “quello che importa è che noi si continui a gestirli.”

L’incauto candore col quale il Sig. Stein ammetteva che gli Ebrei comandano l’America gli costò il lavoro alla redazione del L.A. Times.

Se gli Americani hanno ceduto il loro paese all’Ebraismo organizzato, ciò è avvenuto lentamente ed in modo impercettibile. A dire il vero, la maggior parte degli americani non sono consapevoli che il loro paese non gli appartiene più. Credono fermamente di vivere ancora in democrazia.

E’ stata una conquista senza precedenti. E’ successo in Germania. E’ successo in Russia. Ora è successo in America.

Prendiamo la Germania e la Russia.

La Germania, una semplice ombra di ciò che avrebbe potuto essere, è ora una nazione sconfitta e demoralizzata,  minacciata dall’Ebraismo e terrorizzata dai suoi padroni in Israele. Senza andare troppo lontano, si può affermare che la Germania è diventata la mucca mungi-contanti di Israele.

Non c’è niente di particolarmente controverso nella seguente osservazione. E’ successo ad Eustace Mullins più di ventanni fa:

Per finanziare lo Stato di Israele, che fu creato come diretta conseguenza della vittoria Ebraica sulle nazioni cattoliche nella Seconda Guerra Mondiale, gli Ebrei imposero enormi richieste di “risarcimento” sul popolo tedesco vinto. Ad oggi hanno estorto più di 35 miliardi di dollari dai lavoratori tedeschi, denaro che è stato incassato sotto la minaccia delle baionette, ma non quelle ebraiche ma bensì le baionette dell’esercito americano, il quale è stato mantenuto come una forza di occupazione nella Germania Occidentale per quasi quattro decenni, solo per fornire potere militare dietro al governo fantoccio tedesco, la cui funzione primaria è quella di sborsare denaro per il parassitario Stato di Israele.

Nel Dicembre del 2009 Israele chiese un altro miliardo di Euro alla Germania (1,4 miliardi di Dollari). I sopravvissuti dell’Olocausto sembrano sorprendentemente aumentare col passare degli anni. Ciò indusse la madre di Norman Finkelstein a fare una domanda cinica, dopo essere stata defraudata dei suoi indennizzi da parte dei rabbini che amministravano il Fondo dell’Olocausto: “Se chiunque che sostiene di essere un sopravvissuto, lo è, Hitler chi uccise allora?”

Mullins non esagera quando afferma che le truppe americane dislocate in germania dopo la Seconda Guerra Mondiale erano infatti una “forza do occupazione”: un esercito che inoltre agiva per conto e per ordine dell’Ebraismo organizzato.

Fu il Piano Morgenthau, concepito appositamente dal vendicativo Henry Morgenthau per punire in modo collettivo il popolo tedesco per i crimini di Hitler, che doveva trasformare la Germania post-bellica nel “più grande campo di concentramento al mondo.”

Ancora nel 1991, i cancellieri tedeschi erano obbligati, come vassalli schiavizzati sotto l’Impero Romano, a sottoscrivere un “atto di sottomissione” nei confronti dei loro conquistatori Alleati.

“L’Ebreo Morgenthau vuole traformare la Germania in un gigantesco campo di patate,” protestava amaramente Goebbels. Aveva ragione. A volte gli antisemiti ce l’hanno.

Anche la Russia, come la Germania, sarebbe caduta sotto il dominio ebraico.

Secondo Solzhenitsyn, nel suo libro Arcipelago Gulag, 66 milioni cattolici russi furono condannati a morte da parte della Cheka o polizia segreta russa. Coloro che ideavano le torture ed ordinavano di stuprare e uccidere i russi, erano per lo più Ebrei.

L’esplicita citazione di Yuri Slezkine dallo storico Leonard Shapiro è fin troppo nota per essere disinvoltamente rimossa: “Chiunque avesse avuto la sfortuna di cadere nelle mani della Cheka, aveva buone possibilità di trovarsi inquisito e probabilmente fucilato da un inquirente ebreo.”

Dei 388 membri del nuovo governo rivoluzionario russo, solo sedici erano veri russi. “A parte un negro,” ci fu detto, “gli altri erano Ebrei.”

Questi rivoluzionari fecero di tutto per nascondere le loro identità ebraiche e cambiarono i loro nomi. Lenin in origine era Ulyanov, Trotsky era Bronstein, Zinoviev era Apfelbaum,  Sverdlov era Solomon, Radek era Sobelsohn, Litvonov era Wallach, Kamenev era Rosenfeld, Parvus era Helphand, Martov era Zederbaum, Bohrin era Nathanson. Non uno di questi rivoluzionari ebrei era disposto ad usare il suo vero nome o a identificarsi come ebreo. Sotto Stalin, il solo fatto di evidenziare che i funzionari più famigerati erano ebrei, poteva portare alla pena di morte.

Un’altra interessante e piccante informazione che gli storici di regime preferiscono eludere è questa: molti degli Ebrei sostenitori del nuovo governo Bolscevico, felici di dare istruzioni per la tortura e l’esecuzione dei cattolici russi, erano infatti  Ebrei che erano stati mandati dall’East Side di New York. Niente di sorprendente. Dopo tutto, l’uomo che contribuì a finanziare la Rivoluzione Russa dal suo quartier generale di Wall Street, con l’ammontare di 20 milioni di Dollari, era il banchiere ebreo-americano Jacob Schiff.

Un noto giornale francese, L’Illustration, nella sua edizione del 14 Settembre 1918, ebbe a dire:

Quando si viene in contatto con i funzionari che operano nel Governo Bolscevico, c’è un aspetto che colpisce l’attenzione: quasi tutti sono Ebrei. Non sono affatto antisemita, ma dico ciò che colpisce l’occhio. Ovunque, a Pietrogrado, a Mosca, nei distretti provinciali, nei commissariati, negli uffici distrettuali, a Smolny, nei consigli dei Soviet, non ho incontrato altro che Ebrei e ancora Ebrei.

Germania…Russia…America. Sono tutte cadute sotto l’egemonia ebraica. Hanno avuto il loro raggio di sole e poi hanno avuto la loro eclisse.

Adesso è la volta dell’America.

Presidente George W. Bush e la sua cerchia ebraica

“Una volta che abbiamo spremuto tutto ciò che possiamo negli Stati Uniti, questi possono anche prosciugarsi e andare a farsi fottere.” — Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, 2002. (Ampiamente citato).

ISRAELE,  LA  PIETRA  AL  COLLO  DELL’AMERICA

Nella prima parte del mio articolo Goodbye, America (“Addio, America”), ho discusso i problemi che stava affrontando l’America oggi e sostenni che erano ben più gravi di quelli che stava affrontando la Germania Nazionalsocialista negli anni 30.

Dei sette problemi da me menzionati, i quattro più spinosi sono questi:

1) Lo stato israeliano con armi nucleari e la sua Opzione Samson, nessuna delle quali esisteva come minaccia alla pace prima della costituzione dello stato Sionista alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.

2) La presenza di 60 milioni di Cristiano-Sionisti in America che sono culo e camicia coi nostri nuovi Padroni, aiutandoli e appoggiandoli nel violare il diritto internazionale e il genocidio in corso del popolo Palestinese.

3) L’esistenza di una rete tentacolare di organizzazioni ebraiche in America, come l’ADL (Anti-Defamation League) e l’AIPAC (America-Israel Public Affairs Committee), che tiene sotto ricatto l’intero paese; in particolare i suoi politici mercenari e moralmente in bancarotta.

4) L’arma letale del multiculturalismo, un arma non usata contro la Germania e la Russia, ma brandita ora con effetti devastanti contro la maggioranza Euro-Americana del paese.
“Le élites globaliste considerano il mondo bianco occidentale come l’ostacolo principale che si frappone al futuro governo mondiale,” è ciò che si sostiene che Pat Buchanan abbia detto in un discorso del 2004. “Il multiculturalismo è uno strumento usato da queste élites per smantellare la civiltà occidentale bianca.”

Dato che gli Ebrei riuscirono ad acquisire il controllo quasi totale della Germania e della Russia anche prima della fondazione dello stato ebraico nel 1948, deve essere  ovvio che il loro potere esecutivo sia aumentato in modo esponenziale con l’acquisizione di una base militare nel Medio Oriente (riferendomi a Israele), armata fino ai denti con le testate nucleare più micidiali, molte di queste puntate su capitali europee e alcune di loro probabilmente sugli Stati Uniti.

Sarebbe folle pensare che un paese che ha ucciso degli americani a sangue freddo nell’attacco alla nave militare americana USS Liberty nel 1967, avesse degli scrupoli a fare la stessa cosa su più vasta scala nel caso l’America diventasse l’obiettivo del loro odio.

A questo punto è importante considerare i fatti occultati che circondano la fondazione dello stato di Israele, non fosse altro per aiutarci ad avere una migliore prospettiva della questione ebraica.

Agli Ebrei fu dato Israele con la tacita intesa che la maggior parte di loro sarebbe andata a vivere laggiù, lasciando il resto del mondo libero da Ebrei.

Non mantennero comunque la loro promessa collettiva, fatta implicitamente a loro nome dai leaders dell’epoca Theodor Hetzl e Chaim Weizmann ed ora preferiscono considerare Israele come una seconda casa e luogo di rifugio se le cose non dovessero andar loro bene altrove.

Il primo presidente di Israele, Chaim Weizmann, scrisse nelle sue memorie:

Ogni volta che la quantità di Ebrei in qualsiasi paese raggiunge il punto di saturazione, quel paese reagisce nei loro confronti. Questa reazione non può essere considerata come antisemitismo nel senso classico o volgare di quel termine; si tratta di un fattore concomitante universale sociale ed economico dell’immigrazione ebraica e non possiamo scrollarcelo di dosso. — Chaim Weizmann, Trial and Error (1949). Citato in: The Jew Accused, 1991 (pag. 277) di Albert S. Lindemann.

 

Hertzl aveva già raggiunto la stessa conclusione molto tempo prima. Egli scrisse: “L’antisemitismo è una comprensibile reazione ai difetti degli Ebrei,” e nel suo diario aggiunse: “ritengo che gli antisemiti siano pienamente nei loro diritti.”

Avendo ricevuto una patria col tacito intendimento che vi ci sarebbero recati per vivere, gli Ebrei avevano chiaramente l’obbligo di farlo, altrimenti l’obiettivo della concessione sarebbe venuto a meno.

Come mai allora il 58% dei 14 milioni di ebrei nel mondo vivono in America e in Europa e solo il 37% vive in Israele? C’è sicuramente da chiedersi: perché i Palestinesi sono stati espulsi dal loro paese per lasciare il posto ad un altro popolo che per lo più sceglie di vivere altrove?

Donna Palestinese aggredita da coloni ebrei

“Niente qui in America può essere paragonato agli orrori della Palestina…Le donne vengono stuprate dai miltari israeliani…..i bambini Palestinesi vengono irrorati di benzina e incendiati per il divertimento delle forze armate israeliane.” — Jonathan Azaziah, Mizrahi Ebreo Americano

Quasi a livello universale si crede che, grazie alla proprietà ebraica dei mass-media, l’ONU abbia creato Israele e che tutti fossero stati contenti dell’avvenimento. Ciò è falso e può essere dimostrato.

Anche il governo americano, o il 99% di questi, si oppose nettamente alla fondazione di Israele, l’ex Sottosegretario di Stato Dean Acheson era uno dei tanti che si oppose strenuamente al riconoscimento americano di Israele, predicendo che “L’Occidente pagherà un prezzo alto per Israele.”

Nonostante tutti questi timori, gli Ebrei ebbero il loro stato.

In verità (dice Alison Weir), mentre l’Assemble Generale dell’ONU proponeva la creazione di uno stato ebraico in una parte della Palestina, la proposta non era vincolante e non fu mai ratificata dal Consiglio di Sicurezza.

Secondo punto: l’Assemblea Generale fece passare quella proposta solo dopo che i fautori israeliani avevano minacciato e corrotto numerosi paesi in modo da ottenere i due terzi dei voti richiesti.

Terzo punto: l’amministrazione americana sostenne la proposta al di fuori delle considerazioni elettorali nazionali e prese questa posizione nonostante le strenue resistenze del Dipartimento di Stato, della CIA e del Pentagono.

Nonostante la superficiale patina di legalità che i suoi sostenitori hanno strappato all’Assemblea Generale, Israele nacque contro il parere di esperti americani e di governi di tutto il mondo, che si opposero per ragioni sia pragmatiche che morali.

Il perché i rapina-terra Sionisti debbano ora essere tenuti in così alta considerazione in America e altrove, mentre alle loro vittime Palestinesi si sputa addosso o sono fatte oggetto di sdegno, non è difficile da capire.

A parte i mass-media di proprietà ebraica che hanno saputo mettere in risalto e versare un collante a tinte rosee sul loro mostro Frankenstein, la risposta sta in una parola: Olocausto.

I Sionisti sono riusciti a convincere il mondo di essere i legatari morali delle vittime dell’Olocausto. Come tali, essi restano le Vittime Finali.

Come Finkelstein, abbiamo il diritto di esprimere preoccupazione  circa lo sfruttamento a buon mercato delle sofferenze ebraiche. E’ innegabile il fatto che l’Olocausto rappresenta un importante industria che viene usata sia come ricatto morale, sia come carta bianca per crimini mostruosi.

Lo scrittore israeliano Ari Shavit lo ha riassunto chiaramente quando disse: “ Noi possiamo uccidere impunemente perché il museo dell’Olocausto è dalla nostra parte “.

IL  NEMICO  ALL’INTERNO

Si può sostenere con convinzione, con numerose citazioni a sostegno, che la grande presenza numerica di Ebrei in un qualsiasi paese, ha avuto, per quel paese, sempre conseguenze catastrofiche. (Vedi le citazioni sopra riportate di Weizmann e di Herzl).

L’Ebraismo organizzato ha ora allargato la propria influenza in lungo e in largi tramite Internet, giornali, riviste e libri.

Hollywood, il suo agente operativo più efficace, divulga la sua propaganda velenosa in tutto il mondo, offrendo alle masse poco istruite le sue menzogne, le sue distorsioni e la sua moralità sessuale freudiana del lasciar fare.

Intanto, l’industria pornografica, dominata dagli Ebrei, incentiva la depravazione di milioni di esseri, creando dei sesso-dipendenti persino tra i bambini e portando molte delle sue vittime alla disperazione e al suicidio.

Col trionfo dell’Ebraismo arriva la sottomissione e la schiavizzazione dell’intero mondo non ebraico. Il Cattolicesimo diventa la prima vittima, il nucleo famigliare la seconda.

L’omosessualità ed il femminismo radicale diventano più striduli nei loro atteggiamenti e più estremi nelle loro richieste, aprendo così il vaso di Pandora delle malvagità: la spinta verso la normalizzazione della pedofilia, ad esempio, e la sistematica corruzione dei bambini tramite l’incoraggiamento del porno infantile nelle classi scolastiche.

Ci troviamo in una situazione critica. Non è mai stata la Palestina in sé che voleva l’Ebraismo organizzato. La Palestina era semplicemente la loro base operativa per la conquista del resto del mondo.

Secondo Israel Shamir:

La Palestina non è l’obiettivo finale degli Ebrei; lo è invece il mondo. La Palestina è soltanto il luogo che ospita il quartier generale del dominio mondiale. Gli Ebrei vogliono trasformare Gerusalemme nella capitale assoluta del mondo, ed il suo tempio ricostruito nel punto focale dello Spirito sulla Terra. Il Cristianesimo morirà, lo spirito abbandonerà le nazioni nella nostra parte del mondo e la nostra ambigua democrazia sarà sostituita da un grande stato teocratico.

Despiritualizzati e sradicati, senza casa e soli, i Padroni del Mondo di ieri (i WASP, cioè gli Anglo-Sassoni Bianchi Protestanti, ndt.) diventeranno schiavi in tutto tranne che nel nome. L’universo Ebraico è bello per gli Ebrei. E’ però una maledizione per altri.

Negli Stati Uniti, mentre l’influenza ebraica è costantemente aumentata dal 1968 in poi, la vita delle persone comuni è peggiorata. I tempi buoni per gli Ebrei non lo sono di certo per l’umanità. La benedizione per gli Ebrei è una maledizione per gli altri. I regimi che sono “buoni per gli Ebrei”, raramente lo sono per chiunque altro.

I simboli sono abbastanza facili da leggere. Dalla dominazione della Germania e della Russia, gli Ebrei trovarono il mezzo per arrivare al dominio dell’America.

Stiamo guardando oscuramente da un vetro, ma ciò che vediamo attraverso l’oscurità che si addensa è il torvo spettro di una distopia americana: un paese del terzo Mondo nel quale non vale la pena di vivere a causa della sua maggioranza euro-americana in rapido declino.

Al contribuente americano costa 12 milioni di dollari all’ora mantenere le truppe USA in Afghanistan, un paese che l’America decise di invadere sulla base di un treno di bugie di matrice neo-conservatrice. “I neo-conservatori,” commenta in modo pungente Gilad Atzmon in un recente libro, “trasformano l’esercito americano in una forza di intervento israeliana.”

Incredibilmente, l’alleato più vicino all’America, Israele, non ha contribuito con un solo soldato alle guerre di Washington in Irak e in Afghanistan. E nemmeno gli ebrei americani si fanno distinguere per la loro presenza, o per il loro eroismo, nelle truppe combattenti.

Combattono molto più valorosamente con le loro penne, lontano dai campi di battaglia. Sono loro che suonano con toni alti il tamburo di guerra, che si avvantaggiano maggiormente dei massacri gratuiti di innocenti e che “fanno combattere e morire gli altri per loro.”

I giorni del vino e delle rose sono finiti. Il Sogno Americano è morto. Come la Germania e la Russia prima di lei, l’America giace vinta.

NOI  SIAMO  I  NUOVI  PADRONI!

“L’obiettivo per il quale abbiamo lottato così tenacemente per tremila anni è finalmente vicino. Posso tranquillamente promettervi che la nostra razza avrà presto il suo posto di diritto nel mondo, con ogni Ebreo che sarà un re ed ogni Gentile che sarà uno schiavo.” — Rabbino Emmanuel Rabbinovich, discorso rilasciato in una speciale conferenza di rabbini europei a Budapest, il 12 Gennaio 1952

Comandata da un élite ebraica e dai loro complici collaborazionisti, lontano dalle norme del diritto internazionale e odiata in tutto il mondo, l’America oggi è una colonia israeliana in tutto e per tutto tranne che nel nome.

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PARTE 2: L’America  sotto  il  Dominio  Ebraico
FONTE: America under Jewish Rule

“Quando il mondo guarda all’America, ciò che vede è una colonia israeliana.” — Paul Craig Roberts

L’America è stata conquistata.

Lentamente ed in modo impercettibile, ingannati da menzogne, sopiti nel compiacimento, gli americani hanno permesso che il loro paese scivolasse nelle mani di una quinta colonna: di una ostile élite etnica il cui primo pensiero di fedeltà è Israele, un paese costruito su una terra rubata ed impegnato in un genocidio sistematico.

Questo è lo stato canaglia che probabilmente è responsabile del più grande omicidio di massa della storia: la catastrofe dell’11 Settembre. Se le prove scientifiche e la logica di laboratorio forense sono un qualcosa di sensato, Israele in questo caso deve essere il sospettato N° 1, considerato il suo numero ininterrotto di atti di terrorismo e le sue continue infrazioni del diritto internazionale.

Un paese che può orchestrare un crimine così spettacolare e farla franca, mentre riesce in un qualche modo a far ricadere la colpa su diciannove arabi armati di taglierino, è chiaramente una forza di tutto rispetto.

Più di 200 ufficiali superiori dell’esercito, controspionaggio e funzionari di polizia, inclusi due generali, hanno messo in dubbio il rapporto della Commissione sull’11 Settembre. A loro si sono uniti oltre 1500 fra architetti e ingegneri, 250 piloti ed esperti di volo, 400 docenti universitari, nonché 250 sopravissuti con le loro famiglie. David Ray Griffin, autore di ben undici libri sull’11 Settembre ed un emerito e distinto docente, è arrivato alla seguente conclusione: “Tutte le prove esibite che dicono che l’America è stata attaccata dai musulmani l’11 Settembre pare siano state confezionate ad arte.”

Il Dr. Alan Sabrosky, ex direttore della Scuola di Guerra dell’Esercito, ha alzato la posta ed ha identificato inequivocabilmente Israele come la parte colpevole. “Ciò che dobbiamo fare è alzarci e dire che non solo (gli israeliani) attaccarono la nave della Marina Americana USS Liberty, ma che è sicuro al 100% che l’11 Settembre è stata un’operazione del Mossad.”

Se mai ci fosse bisogno di un ulteriore prova  del totale asservimento dell’America agli interessi Sionisti, questa è rappresentata dall’umiliazione di Obama da parte del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu agli inizi di quest’anno. Questa umiliazione si è verificata in tre diverse occasioni: nel Settembre 2009, nel Luglio 2010 e nel Maggio 2011.
La cronista del Washington Post, Dana Milbank, scrive quasi gongolando di Obama che  sventola la bandiera della resa alla Casa Bianca, dove si trovava mentre  “riceveva ordini e veniva umiliato”.

L’oltraggio di Obama?

E’ stato quello di chiedere a Israele di osservare il diritto internazionale fermando la costruzione degli insediamenti israeliani sul suolo palestinese, perorando la causa del loro ritiro entro i confini del 1967, in conformità alla Risoluzione dell’ONU N° 242, una richiesta abbastanza ragionevole che ogni presidente americano prima di lui presentò agli israeliani negli interessi della pace.

La risposta del Primo Ministro israeliano?

“Israele NON ritornerà agli insostenibili confini del 1967!”

Com’è quindi che questo rozzo e recalcitrante “alleato” dell’America continua a ricevere i suoi 3 miliardi di dollari annui di sussidio?

L’America è forse così innamorata dello stato ebraico da non potere dire “NO”? Forse la domanda è stupida poiché, a dirla secondo Noam Chomsky, si ritiene ancora che l’America sia il comandante e il padrone, mentre il piccolo Israele una sua colonia.

L’enigma è facilmente risolvibile se capovolgiamo l’ipotesi di Chomsky: l’Ebrasimo organizzato, avendo conquistato l’America, l’ha trasformata in una colonia israeliana. Gli 8.2 milioni di dollari giornalieri che il contribuente americano paga ai suoi padroni ebrei non sono un sussidio. E’ un tributo. Una tassa, una tassa imposta dai vincitori su un popolo vinto.

Si leggano le note di disprezzo in questo straordinario racconto sull’umiliazione di Obama da parte di Netanyahu, il suo vincitore ebreo:

Netanyahu ha strapazzato Obama come un figliastro dai capelli rossi; lo ha suonato come un violino; lo ha sbattuto come un tamburo. Il Primo Ministro d’Israele faceva il girotondo con suo avversario altezzoso e cattedratico. Bibi (cioè Netanyahu, ndt.) lo ha fatto a pezzi, dimostrando a tutto il mondo che il Primo Ministro d’Israele gode di maggior sostegno sia alla Camera che al Senato che non dal Presidente degli Stati Uniti.

Penso che questo dica tutto. Povero Obama! E’ stato simbolicamente castrato e sepolto nella merda letteralmente fino al collo. Quelle 29 ovazioni che Netanyahu ha ricevuto dal Congresso equivalgono ad uno sputo in faccia al Presidente.

Secondo l’esperto di politica Philip Giraldi, questa è stata “la prima volta nella storia che una piccola nazione con meno di otto milioni di abitanti ha sottomesso un paese molto più grande con una popolazione di oltre 310 milioni.”

La “Sionistizzazione” dell’America è completa, l’AIPAC che nomina il governo e 60 milioni di cristiano-sionisti pronti a morire per i loro nuovi padroni di Gerusalemme.

Ora l’America è la schiava d’Israele.

CHI  GOVERNA  AMERICA?

“Non ho mai visto un Presidente opporsi a loro. Ottengono sempre ciò che vogliono. Se il popolo americano capisse che morsa questa gente ha stretto sul nostro governo, insorgerebbero con le armi.” (Ammiraglio Thomas Moorer, ex Presidente del Comitato dei Capi di Stato Maggiore Americano, 1983).

A questo punto sento il dovere di scusarmi per la foto alla fine della Parte 1 che ritrae un rabbino che fa le corna e le parole da questi profuse (Noi siamo i nuovi padroni!) presumibilmente al riguardo del desiderio ebraico di dominio mondiale.

Posso già sentire le critiche nei miei confronti: “Razza di una cretina, perché dici una fila di simili fesserie? Non sai che i Protocolli dei Savi Anziani di Sion sono un falso antisemita?”

Si, confesso in modo sommesso di avere sentito la parola “falso” spesso anticipata come una ragione per non leggere questo brillante saggio politico, secondo solo a La Repubblica di Platone per quanto riguarda la sua profondità.

Ciò che sto dicendo non ha tuttavia niente a che vedere con i Protocolli.

Non sono una teorica della cospirazione. Sono una storica interessata solo ai fatti. Solo la verità incita il mio cuore.

Diamo un altro rapido sguardo al Sionismo.

In un recente saggio intitolato Perché la Palestina è Importante, Israel Shamir presenta un quadro che mette in prospettiva l’intera assurdità relativa ai Protocolli:

La Palestina è importante perché è ritenuta un perno dell’Impero, uno dei punti chiave necessari per controllare il mondo. Tale era la convinzione dei fautori dell’Impero Britannico del 19° secolo appartenenti alla specie di Rhodes. Un’arcana teoria sviluppata da HJ Mackinder, si è sviluppata fino a diventare una forza trainante dietro alla globalizzazione. Mackinder previde la sottomissione dell’intero pianeta all’Impero. Napoleone stesso aveva in precedenza giocato con l’idea di insediare gli Ebrei in Palestina come soldati di fanteria della Francia, ma non vi furono Ebrei che accettarono. I Britannici riuscirono là dove i Francesi fallirono.

 

In altre parole, il Sionismo, in base alla recente presa di posizione di Shamir su questo argomento, era un’ispirazione britannica e uno strumento nell’armoriale di Pax Britannica. Era il modo in cui i Britannici volevano conquistare il mondo. Avrebbero sbattuto gli indesiderati Ebrei in Palestina come loro mandatari, Iasraele, in effetti, doveva essere una colonia britannica. E Lord Balfour, quando redasse la famosa Dichiarazione Balfour del 1917,  ebbe un barlume nei suoi piccoli e luccicanti occhi. Egli era più interessato a favorire i progetti dell’Impero Britannico, che essere gentile con gli Ebrei.

Se tutto questo è vero, e penso che lo sia, possiamo vedere ciò che successe dopo. Nel 1948 l’Impero Britannico cadde in rovina. Non era più in grado di usare Israele come la sua marionetta.

Vi era un’altra nazione emergente che sicuramente fu la maggiore beneficiaria della Seconda Guerra Mondiale: l’America. Persino nel 1948 l’America era ampiamente controllata dai suoi Ebrei. La loro influenza, sebbene sarebbe aumentata a grandi passi dopo il 1967, era enorme anche nel 1948.

Furono gli Ebrei a torcere il braccio di Truman per ottenere il suo completo sostegno al loro novello Stato. Furono sempre gli Ebrei, tramite il vendicativo Morgenthau, come indicai nella prima parte di questo articolo, che fecero diventare la vita infernale ai tedeschi vinti nell’immediato dopoguerra. Gli Ebrei erano sempre dietro le quinte, in agguato nell’ombra nel corso della storia.

La colonia che i Britannici avevano mancato di acquisire in Medio Oriente, Israele, fu ereditata dall’America. Quindi Chomsky aveva ragione dopo tutto.. Per cominciare, Israele doveva essere la portaerei americana in Medio Oriente. Gli americani avrebbero usato questa gigantesca base militare per meglio depredare il petrolio arabo. Non avrebbero nemmeno avuto alcun problema ad sostenere il sogno di Ben Gurion di un Grande Israele esteso dal Nilo all’Eufrate. Dopo tutto, perché non dare agli Ebrei ciò che volevano?

Il Grande Israele doveva semplicemente essere una protuberanza dell’America: il suo cinquantunesimo stato.

Le cose non andarono come dovevano. Succede anche nelle migliori famiglie. La situazione fu capovolta a danno degli americani creduloni. Gli Ebrei furono molto più astuti di quanto i loro padroni bianchi anglo-sassoni e protestanti potessero essere. Attraverso tremila anni di amare esperienze avevano acquisito l’arte della doppiezza e dell’astuzia. L’inganno era il loro patrimonio genetico. Furono gli Ultimi Sopravvissuti.

Bisogna ammetterlo. Quelli che furono gli oppressi prima, decisero di diventare oppressori. Le ex vittime decisero di assumere il ruolo di predatori. La marionetta decise di diventare burattinaio.

In breve, gli Ebrei conquistarono l’America e la trasformarono in una colonia ebraica. Niente di più. I loro ospiti americani si erano dati la zappa sui piedi.

Ma perché preoccuparsi? Gli Ebrei americani sono Americani, non è vero forse? Se sono così astuti da conquistare l’America, come lo hanno fatto in modo dimostrabile, perché non dovrebbero passare alla prossima fase logica e conquistare il mondo e dominarlo tramite l’America? Nessuno nega che questo sia lo scopo dell’America: dominio a 360 gradi. Quindi se gli Ebrei controllano l’America e l’America controlla il mondo, non suona logico ritenere che gli Ebrei controllino il mondo? La logica è irrefutabile.

Il dominio  mondiale ebraico prende una diversa prospettiva se visto attraverso il prisma storico. Nessuna “teoria della cospirazione”. Niente Ebrei con naso adunco che attanagliano il mondo sotto il loro crudele tallone. Niente Illuminati che tentano di sodomizzare i vostri bambini e bere il loro sangue. Solo logica. Solo storia. Solo l’America che si impegna per arrivare al dominio totale con gli Ebrei che conducono il gioco.

Potremmo dire che i sogni insensati dei Protocolli si sono finalmente avverati, ma non nel modo che i loro ideatori originali intendevano.

LA  FORMA  DELLE  COSE  CHE  VERRANNO

Consentitemi ora di presentare la testimonianza di Eustace Mullins, se non altro per le vivaci illustrazioni rappresentanti il terrore patito da milioni di cattolici russi nella Russia bolscevica quando era sotto l’egemonia ebraica. Questo potrebbe essere il destino dei cattolici americani in un futuro non molto lontano?

Ci sono fin troppi ben documentati massacri nella storia durante i quali gli Ebrei torturarono ed assassinarono le loro vittime con la massima gioia, godendo di queste pratiche barbare, come strappare i cuori a donne e bambini ed imbrattarsi i volti col loro sangue.

L’orgia di morte, tortura e saccheggio che seguì il trionfo ebraico in Russia (dopo la Rivoluzione Bolscevica del 1917) non fu mai uguagliata nella storia del mondo. Gli Ebrei erano liberi di praticare le loro più fervide fantasie di omicidio di massa su vittime indifese.

I cattolici furono trascinati giù dai loro letti, torturati e uccisi. Alcuni furono addirittura fatti a pezzi, un po’ alla volta, mentre altri furono marcati con ferri roventi, strappati gli occhi con dolori difficilmente immaginabili.

Altri furono messi dentro a delle casse, all’interno delle quali venivano introdotti ratti affamati che si accanivano sui corpi. Alcuni furono inchiodati al soffitto per le mani o per i piedi e lasciati a penzoloni fintanto che sopraggiungeva la morte per sfinimento.

Altri furono incatenati al pavimento e versato loro in bocca piombo bollente. Molti furono legati a dei cavalli e trascinati per le strade della città mentre la folla si accaniva su di loro con sassi e pedate fino alla morte.

Le madri venivano portate nella pubblica piazza dove venivano strappati dalle braccia i loro bambini, i quali venivano buttai in aria per poi essere infilzati al volo sulla punta della baionetta.

Le donne cattoliche gravide venivano incatenate agli alberi e i bambini strappati dal ventre materno.

“Non dobbiamo mai dimenticare cosa successe quando gli ebrei erano una élite nemica nell’Unione Sovietica,” fa notare tristemente il Prof. Kevin MacDonald. “Il disgusto e il disprezzo per la gente tradizionale e la cultura della Russia fu un importante fattore nell’accanita partecipazione ebraica nei più grandi crimini del 20° secolo.”

MacDonald si riferisce al genocidio sistematico di oltre 50 milioni di russi sotto il dominio di Lenin e Stalin: un periodo di assassinii di massa che attraversò ben 36 anni (1917-1953).

La nuova elite americana, come ho evidenziato nella prima parte di questo articolo (L’America come Colonia Israeliana), è un elite ebraica. Esattamente come l’elite della Russia bolscevica e dell’Unione Sovietica stalinista. Ed è in sostanza un elite ostile che “detesta la nazione che governa.”

Dobbiamo quindi stare in guardia.

Perché ciò che successe a milioni di russi nella prima metà del 20° secolo, un sistematico genocidio, potrebbe benissimo accadere a milioni di americani in un prevedibile futuro.

“E’ del tutto possibile,” riflette Kevin MacDonald, “che si stia entrando in una distopia razziale di crudeltà inimmaginabile.”

UNA  PARTITA  CHIAMATA  SOPRAVVIVENZA

Lo straordinario successo degli ebrei, che rappresentano solo il 2,5% della popolazione americana, può essere attribuito ad una organizzazione, coordinazione e contatti meticolosi.

Questa coesione favorevole deriva da una caratteristica evolutiva degli Ebrei. Un etnocentrismo eccezionalmente forte che ha loro consentito di infiltrarsi in quasi tutte le organizzazioni che avrebbero potuto minacciarli come gruppo.

In America, gli ebrei di talento leali innanzitutto a Israele, sono riusciti ad insinuarsi nelle posizioni politiche chiave, incluso il Dipartimento del Tesoro e quello di Stato, il Pentagono, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Casa Bianca.

Negli ultimi 24 mesi non un singolo personaggio politico (ci racconta James Petras) ha alzato la benché minima critica sui crimini più odiosi commessi da Israele, dalla devastazione di Gaza al massacro della flottiglia umanitaria, all’espansione dei nuovi insediamenti a Gerusalemme e in Cisgiordania. Molti dei personaggi politici Sionisti di rilievo sono saliti al potere attraverso una deliberata strategia di infiltrazione governativa per modellare la politica della promozione degli interessi israeliani sopra e oltre gli interessi della popolazione americana.

Se i non-ebrei hanno perduto la partita della vita e le loro libertà conquistate a fatica, a vantaggio degli Ebrei, ciò avvenne perché non sapevano che stavano appunto giocando una partita. Una partita con un’altissima posta in gioco.

Una partita chiamata Sopravvivenza

CONCLUSIONE

Il mondo che ci aspetta, se prevarranno i nostri Nuovi Padroni, sarà un atroce distopia. Sarà una desertificazione spirituale nella quale un elite senza principi calpesterà le brulicanti masse. Sarà un mondo crudele di sfruttamento, di buio morale e di inaudita brutalità.

“La morte risolve tutti i problemi,” diceva spiritosamente e cinicamente Stalin. “Nessun uomo, nessun problema.” Quando lo sterminio di massa diventa la cura miracolosa, allora bisogna aspettarsi tempi emozionanti.

Nello studio largamente accreditato di Otto Friedrich sull’Olocausto, The Kingdom of Auschwitz (Il regno di Auschwitz), viene citato un sopravvissuto al campo di concentramento per aver detto:

La vita nel campo di concentramento ci ha insegnato che il mondo intero è veramente come un campo di concentramento. Il mondo non è governato ne dalla giustizia ne dalla moralità. Il crimine non è punito e la virtù non è premiata. Il mondo è governato dal potere. Stiamo mettendo le basi per una nuova mostruosa civiltà.

Una vittima innocente di questa “nuova mostruosa civiltà”, un bambino Palestinese, il suo braccio tagliato da un colono ebraico per aver lanciato un sasso.

Ecco dove ci troviamo ora: nell’occhio del ciclone.

L’America, una volta una democrazia, è ora un paese cripto-ditttatoriale governato da un elite finanziaria e cosmopolita. “Non c’è libertà, nessuna democrazia e nessuna responsabilità di governo in Amerika, una dittatura occulta,” conclude mestamente Paul Craig Roberts in uno dei suoi recenti saggi.

Gli Ebrei, realizzando i sogni più abietti rappresentati nei Protocolli, controllano i campi di morte del mondo che hanno conquistato. Irak e Afghanistan sono in rovina, grazie ai loro complotti. L’Iran è nel mirino in attesa della sua sorte predestinata. E intanto in America, mentre i sacchi con i corpi dei soldati arrivano da paesi stranieri  e il circo dell’ipocrisia avanza senza sosta, non c’è rimasto granché per cui vivere, tranne il sesso e la morte.

Gli zelanti esecutori di Stalin, gli Ebrei, sono ora un elite dirigenziale in America. Come nella Germania di Weimar, sono gli Ebrei a fare i soldi e contribuire a creare una cultura di neo-paganesimo e nichilismo, decadenza  e disperazione. Niente è cambiato tranne il paese.

Russia, Germania, America…sono tutte state abbattute come birilli.

COME  SARANNO  LE  COSE  IN  FUTURO

“Se volete avere un quadro del futuro, immaginate uno stivale che va a sbattere su un volto umano — per sempre.”  (George Orwell, 1984)

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Dr Lasha Darkmoon (email her) is an academic with higher degrees in Classics. She is also a poet and translator. Her articles can be read here,  her poems here.

Traduzione a cura di: Isabella Fanfani, Losanna (Svizzera)

Farewell, by Caryl Johnston [*POEM*]

Farewell

From you I wanted a great and noble gesture,
A revelation of the infinite generosity of the universe
That has allowed such a petty creature as man to exist.
I wanted in you a fearless embrace of the beauty
Of the moment, a sovereign self-disregard,
The supreme sense of air between five fingers
That knows that nothing lasts, knows it cannot hold,
But with its hand plays the game of passion to the end,
And finishes by wiping off its own hot tears,
While honoring, in a few words, all that was lost.
I wanted this from you! — I wanted you to love me
For what I could almost see in you, and sensed,
And poured out in words  – Come, come!
You did not come. You could not see me
Slipping away between the spaces in your hand
As you stood and waved goodbye — perhaps
Your hands were light, had not felt the weight of tears.

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Caryl Johnston is a poet and writer
who lives in Philadelphia.
Here is one of her blogs.
The above poem is taken from her book
Indulge Me Once (www.lulu.com).


America Doomed, by Paul Craig Roberts. (Pictures and bolded notations by Lasha Darkmoon)***

“I realized America was lost. Evil had prevailed.”

Writers who are critical of Washington’s illegal wars and the overthrow of the US Constitution could soon find themselves in indefinite detention. This is because criticism of Washington’s policies can be alleged to be aiding Washington’s enemies—which might include charities that provide aid to bombed Palestinian children and flotillas that attempt to deliver humanitarian aid to Gaza.

The Bush/Obama regimes have put the foundation in place for imprisoning critics of the government without due process of law. The First Amendment is being all but restricted to rah-rah Americans who chant USA! USA! USA! Washington has set itself up as world prosecutor, forever berating other countries for human rights violations, while Washington alone bombs half a dozen countries into the stone  age and threatens several more with the same treatment, all the while violating US statutory law and the Geneva Conventions by torturing detainees.

Washington rounds up assorted foreign politicians, whose countries were afflicted with civil wars, and sends them off to be tried as war criminals, while its own war crimes continue to mount. However, if a person exposes Washington’s war crimes, that person is held without charges in conditions that approximate torture.

Bradley Manning is the case in point. Manning, a US soldier, is alleged to be the person who released to WikiLeaks the “Collateral Murder” video, which, in the words of Marjorie Cohn, “depicts U.S. forces in an Apache helicopter killing 12 unarmed civilians, including two Reuters journalists. People trying to rescue the wounded were also fired upon and killed.”

One of the Good Samaritans was a father with two small children. The video reveals the delight that US military personnel experienced in blowing them away from the distant skies. When it became clear that the Warriors Bringing The People Democracy had blown away two small children, instead of remorse we hear an executioner’s voice saying: “that’s what he gets for bringing children into a war zone.”

The quote is from memory, but it is accurate enough. When I first saw this video, I was astonished at the brazen war crime. It is completely obvious that the dozen or so murdered people were simply people walking along a street, threatening no one, unarmed, doing nothing out of the ordinary. It was not a war zone. The horror is that the US soldiers were playing video games with live people. You can tell from their commentary that they were having fun by killing these unsuspecting people walking along the street. They enjoyed killing the father who stopped to help and shooting up his vehicle with the two small children inside.

This was not an accident of a drone, fed with bad information, blowing up a school full of children, or a hospital, or a farmer’s family. This was American soldiers having fun with high tech toys killing anyone that they could pretend might be an enemy.

“American soldiers having fun with high tech toys…”

When I saw this, I realized that America was lost. Evil had prevailed.

I was about to write that nothing has been done about the crime. But something was done about it. An American soldier who recognized the horrific war crime knew that the US military knew about it and had done nothing about it. He also knew that as a US soldier he was required to report war crimes. But to whom? War crimes dismissed as “collateral damage” are the greatest part of Washington’s 21st century wars.

A soldier with a moral conscience gave the video to WikiLeaks. We don’t know who the soldier is. Washington alleges that the soldier is Bradley Manning, but Washington lies every time it opens its mouth. So we will never know.

All we know is that retribution did not fall on the perpetrators of the war crime. It fell upon the two accused of revealing it–Bradley Manning and Julian Assange.

Manning was held almost two years without charges being presented to a court. In December’s pre-trial hearings all Washington could come up with was concocted accusations. No evidence whatsoever. The prosecutor, a Captain Fein, told the court, if that is what it is, that Manning had been “trained and trusted to use multiple intelligence systems, and he used that training to defy that trust. He abused our trust.”

In other words, Manning gave the world the truth of a war crime that was being covered up, and Washington and the Pentagon regard a truth teller doing his duty under the US military code as an “abuser of trust.”

Captain Fein could not have put it any clearer. If you tell the truth and reveal Washington’s war crimes, you have aided the enemy. Captain Fein’s simple sentence has at one stroke abolished all whistleblower protections written into US statutory law and the First Amendment, and confined anyone with a moral conscience and sense of decency to indefinite detention and torture.

BRADLEY MANNING, SYSTEMATICALLY TORTURED BY HIS SADISTIC AMERICAN JAILERS FOR REVEALING THEIR WAR CRIMES.

According to American officials, Manning is treated with kindness and consideration. This treatment consists of the following:

(1) Solitary confinement in a small cell for 23 hours a day, forcibly naked and without his prescription glasses so that he is effectively blind. He is allowed his glasses only when  reading; but if he pauses for a moment to muse on what he has read, his glasses are confiscated in case he attempts to commit suicide with them.  (2) Being hassled every five minutes with the infuriating question “Are you okay?” and being forced to answer “Yes.”  (3) One hour of “exercise” a day which involves walking round in circles in the prison yard with heavy shackles round his legs. His exercise is stopped instantly if he stumbles or pauses even for a second.  (4) He is not allowed to exercise in his cell to make up for his spitefully confiscated exercise while in the prison yard. (5)  At the whim of his jailers, he is forced to stand naked outside his cell while other prisoners are paraded past and allowed to mock his sufferings.

There is no record of Bradley Manning having been waterboarded so far, but future American detainees now face this additional prospect under the draconian National Defense Authorization Act passed by Obama on December 31, 2011.

On June 2, 2010, George W. Bush proudly confessed, “Yeah, we waterboarded…I’d do it again.”

President Barrack Obama appears to be equally unconcerned about the torture of American citizens.  When recently asked about the prosecution of Bush administration officials for torture, he answered evasively, “I’m a strong believer that it’s important to look forward and not backwards.”

Washington, in a brazen display of hypocrisy, accuses other countries of human rights abuses, while Congress has passed and President Obama has signed an indefinite detention and torture bill that US Representative Ron Paul says will accelerate America’s “slip into tyranny” and “descent into totalitarianism.”

In signing the Bill of Tyranny, President Obama indicated that he thought that the tyranny established by the bill did not go far enough. He announced that he was signing the bill with signing statements that reserved his right, regardless of any law, to send American citizens, deprived of due process and constitutional protection, abroad to be tortured.

This is the US government that claims to be a government of “freedom and democracy” and to be bringing “freedom and democracy” to others with bombs and invasions.

The past year gave us other ominous tyrannical developments. President Obama announced that he had a list of Americans whom he intended to assassinate without due process of law, and Homeland Security, itself an Orwellian name, announced that it had shifted its attention from terrorists to “domestic extremists.” The latter are undefined and consist of whomever Homeland Security so designates.

None of this was done behind closed doors. The murder of the US Constitution was a public crime witnessed by all.

Local and state police forces have been militarized not only in their equipment and armament but also in their attitude toward the public. Despite the absence of domestic terror attacks, Homeland Security conducts warrantless searches of cars and trucks on highways and of passengers using public transportation. A uniformed federal service is being trained to systematically violate the constitutional rights of citizens, and citizens are being trained to accept these violations as normal. The young have no memory of being able to board public transportation or use public roadways without intrusive searches or to gather in protest without being brutalized by the police. Liberty is being moved into the realm of myth and legend.

In such a system as is being constructed in public in front of our eyes, there is no freedom, no democracy, and no liberty. What stands before us is naked tyranny.

While America degenerates into a total police state, politicians constantly invoke “our values.” What are these values? Indefinite imprisonment without conviction in a court. Torture. Warrantless searches and home invasions. An epidemic of police brutality. Curtailment of free speech and peaceful assembly rights. Unprovoked aggression called “preemptive war.” Interference in the elections and internal affairs of other countries. Economic sanctions imposed on foreign populations whose leaders are not in Washington’s pocket.

If the American police state were merely an unintended consequence of a real war against terror, it could be dismantled when the war was over. However, the evidence is that the police state is an intended consequence. The PATRIOT Act is a voluminous and clever attack on the Constitution. It is not possible that it could have been written in the short time between 9/11 and its introduction in Congress. It was waiting on the shelf.

The dismantling of constitutionally protected civil liberties is purposeful, as is the accumulation of arbitrary and unaccountable powers in the executive branch of government. As there have been no terrorist events within the US in over a decade except for those known to have been organized by the FBI, there is no terrorist threat that justifies the establishment of a political regime of unaccountable power. It is being done on purpose under false pretenses, which means that there is an undeclared agenda. The threat that Americans face resides in Washington, D.C.

I suspect that turning things around internally through the political system is not in the cards. Our chance to resurrect liberty might come from Washington’s hubris. Imperial ambitions and drive for power can produce unmanageable upheavals and a loss of allies. Overreach abroad with a demoralized, unemployed and downtrodden population at home are not the ingredients of success.

How much longer will the Russian government permit NGOs funded by the US Endowment for Democracy to interfere in its elections and to organize political protests?  How much longer will China confuse its strategic interests with the American consumer market? How much longer will Japan, Canada, Australia, Britain, Germany, Italy, Turkey, Egypt, and the Middle East oil states remain US puppets? How much longer can the dollar retain the reserve currency role when the Federal Reserve is monetizing vast quantities of debt?

America’s salvation will come when Washington suffers defeat of its hegemonic ambitions.

The American public has no way of knowing whether tortured detainees are terrorists or political opponents. Why are Americans prepared to take the word of a government that told them intentionally the lie that Saddam Hussein had weapons of mass destruction and was a threat to America?

Power attracts the worst kind of persons. As Abu Ghraib and Guantanamo prove, democracies are not immune to the evil use of power. Indeed, identical inhumane treatment of prisoners goes on inside the US prison system for ordinary criminals.

Over-fed goon cops taser little children and people in wheel chairs. They body slam elderly grandmothers. The police are a horror. They represent a greater threat to citizens than do criminals.

Punishment without crime is now the American Way.

In one decade the US has been transformed from a free society into a police state. The American population, to the extent it is aware of what has occurred, has simply accepted the revolution from the top.

Americans seem to welcome the era of tyranny into which they are now entering.

ABU GHRAIB YESTERDAY…AMERICA TOMORROW

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Paul Craig Roberts was Assistant Secretary of the Treasury for Economic Policy and associate editor of the Wall Street Journal. He was columnist for Business Week, Scripps Howard News Service, and Creators Syndicate. He has had many university appointments. This is edited and quintessentialized version of The Outlook For Liberty is Dismal, with additional material by Lasha Darkmoon.

Insatiable, by Charles Baudelaire (Darkmoon translation)

 

Insatiable   

Strange goddess! dusky as night’s dark shadows
reeking of musk and havana cigars,

spawn of voodoo or African witchcraft,
ebony-flanked diva of darkest night!—
I prefer to opium or rich red wines
the drug of your mouth, where loves lies flaunting
itself.  In the sands of sex I find an
oasis. Your eyes. There I slake my thirst.

Your eyes! the smokeholes of your soul!  Don’t aim
those flamethrowers at me, you pitiless fiend!
I can’t encircle you like a river from hell
nine times . . . nor can I, lustful fury, break
you! Or bend you to my will by playing
a virgin . . .   in the hellpit of your bed.

Charles Baudelaire, Sed Non Satiata

The Unknown Oonána

The Unknown Oonána

What is it that drives you
into the arms of sorrow?
Why are you always sighing?
Cry to me to save you
and I’ll come tomorrow
if you keep on crying.

You lust for the Stranger
in the hope that nirvana
will be found in her lonely
arms. It’s me you long for!—
the Unknown Oonána—
the One! the Onl
y!

In Memoriam Matris

“Now the sea churns my ashes…”

Wisdom has etched these lines in your face.
A sad knowledge looks out of your eyes.
You have been there, you have seen it all.

The world turned your head once.
Like me, you rushed headlong into love.
You were swept away by passion.

You learned the hard way. You took
your knocks in the factory of life.
Now you look out of this picture at me.

— Can you see the smile behind my eyes?
This is all that remains of me now.
This is all I have left to give you.

Remember me with tenderness
now the sea churns my ashes.
May my smile be with you always.

To a Passing Stranger, by Charles Baudelaire (trans. Darkmoon)

To a Passing Stranger

The deafening traffic roared round me in the street.
Tall, slim, in full mourning, noble in her
grief, a woman passed by, with one stately hand
lifting and swinging the rich hem of her gown

Swiftfooted, aristocratic, statuesque.
As for me, like a maniac possessed, I drank
from her eye…livid sky, where tempests take shape,
the sweetness that enthrals, the pleasure that kills!

A lightening flash . . . then night! Lovely passerby,
whose glance has suddenly given me new life,
will I see you again only in Eternity?

 Elsewhere—far from here! too late! perhaps never!
Where you flee, where I go, neither of us knows—
O you whom I might have loved, O you who knew it!

Elegy for the True West, by Caryl Johnston [*POEM*]

“What my heart longs for, my conscience would forbid…”

What my heart longs for, my conscience would forbid—
Here’s two thousand years of history, neatly said.
In our late abandonment, we lie along the road—

Too long and hard!—and wonder why we bothered.

Scratching at free love, we found its claw to differ
When it shoved into our throats the gloved hand of power.
So nothing was what it seemed, we said then—
It was a way of getting round this bitter, bitter bend.

Love will have  a conscience, else all will be dead—
The flower springing from the past opens at the head,
Or else it springs, and withers prematurely.
And we are there by now—even past it, surely.

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Caryl Johnston is a poet and writer/editor who lives in Philadelphia. Here is one of her blogs. The above poem is taken from her book Indulge Me Once (www.lulu.com).

Germany Then, America Now: A Talk Between Bro. Nathanael Kapner and Joe Cortina. (Pictures and captions by Lasha Darkmoon) ***

“It’s disgusting how the Jews are taking everything by storm….Even the Rome of Seutonius  has never known such orgies as the pervert ball of Berlin.” — Jewish writer Stefan Zweig

Over a year ago, Dr Lasha Darkmoon wrote an article called Germany Then, America Now, in which striking parallels were drawn between pre-Hitler Germany and contemporary America. Darkmoon was to conclude that  America—for seven reason she lists in this expanded article here—is now in a far worse condition than Germany was before the ascent of Hitler to power in 1933. The same point is now made, but with further facts and fascinating details, in a recent article called Weimar Meets America: A Study in National Collapse. Brother Nathanael Kapner of Zionist Watch is interviewing ex- Green Beret Joe Cortina, a special operations officer and US Army Training Center commander. — John Scott Montecristo, Editor

Br Nathanael: Is there a parallel between Germany’s Weimar Republic and America today?

Joe Cortina: Yes. The similarities of the situation are a warning direct from the wisdom of philosopher George Santana, “Those who forget history are doomed to repeat it.”

Br Nathanael: Let’s look at that history. Americans are hard pressed today. Was there anything like this among the Germans prior to the coming of the Third Reich in 1933?

Joe Cortina: The Germans of the Weimar period were in a horrible situation: out of work—declining purchasing power of their currency—starved— humiliated—robbed of land and dominated by Jews to much the same extent as we now see in America.

The Germans of that period were virtually all Christians with strong family values and a Christian work ethic.

This is the case in America. However, with the media occupied by Jews—the courts controlled by Jews—and finance under the reign of Jews—all Christian expression is either stifled or ridiculed, and all opportunities for an expression of a White Christian work ethic has been shipped overseas by Jewish investment bankers.

Br Nathanael: Let’s start with the media. Any parallels between Weimar and America today?

Joe Cortina: Weimar’s media was controlled almost exclusively by Jews.

The two largest German newspapers before 1933 were in Jewish hands: Leopold Ullstein, August Scherl, and Rudolf Mosse. These Jews had a virtual monopoly on the German press.

Their chief publication was the Berliner Tageblatt which for many years was looked upon abroad as representative of German public opinion.

The editor of this paper was Theodor Wolff, a Jew, who also took a prominent part in politics. All editorials, all policy, all thought was totally under Jewish control—America’s sad state today.

Br Nathanael: How about parallels in employment?

Joe Cortina: There were no ‘unemployed Jews’ in the midst of mass unemployment since Jews would not get their hands ‘dirty’ to do honest hard work.

The Jews led privileged lives of luxury while the average German struggled to keep his family fed. The Jewish statistician, Alfred Marcus, estimated the average Jewish income for 1930 as three times the average income of the rest of the population. Sound familiar?

RICH JEW STRADDLING THE WORLD, Anti-Semitic Cartoon, c.1935

Br Nathanael: How about parallels in finance?

Joe Cortina: Once again the Jew dominated and strangled the working German.

First of all, the Jewish banker, Max Warburg, represented fallen Germany at Versailles and was instrumental in forming the Weimar Republic. Hugo Pruess, a Jew, wrote Weimar’s constitution.

The result was that between 1925 and 1929 four of the six members of the controlling board of the Reichsbank directors were Jews including Jakob Goldschmidt and Rudolf Havenstein.

With unpatriotic Jews at the head of Germany’s monetary policy, whose ties with international Jewry took precedence over Germany’s interests, hyperinflation set in and the German Mark became worthless. America is now about to experience its own “Weimar Moment.”

Br Nathanael: And last, any similarities regarding moral degradation?

Joe Cortina: The floodgates were opened for Jewish depravity when all barriers in the form of censorship during the monarchy were removed after Germany’s defeat in 1918.

Then a torrent of immoral literature, films and plays poured into Germany, primarily nourished by Jews. Weimar Jewish poet, Stefan Zweig, feared a backlash against Jewry when he termed the transformation of Berlin “into the Babylon of the World.”

“Even the Rome of Suetonius has never known such orgies as the pervert balls of Berlin,” observed Zweig, “where hundreds of men costumed as women and hundreds of women dressed as men danced under the benevolent eyes of the police.”

Zweig had written to Martin Buber, saying, “It’s disgusting how Jews are taking everything by storm. Should it not be our responsibility to anticipate the justified Anti-semitic indignation and call our people back to their senses.”

Dominatrix and Slave :  Weimar Berlin (1920s). “The decay of moral values in all areas of life—the period of deepest German degradation—coincided exactly with the height of jewish power in Germany.” — Dr Friederich Karl Wiehe, Germany and the Jewish Question.

Br Nathanael: Can you be more specific regarding immoral literature, films and plays produced by German Jewry?

Joe Cortina: Publishing houses like Benjamin Harz, Leon Hirsch, and Jacobsthal & Co, were putting out books that undermined Christian sexual mores.

The titles say it all: “Sittengeschichte des Lasters” (History Of Morals and Vices), “Bilderlexikon der Erotic” (Picture Lexicon of Eroticism), “Sittengischichte des Geheime und Verbotene” (History of the Secret and the Forbidden).

Jews, by the way, waged an energetic campaign for free abortion. Jews such as Dr Max Hodann, Dr Lothar Wolf, Martha Ruben-Wolf, and Alfons Goldschmidt wrote numerous articles encouraging abortion and birth control.

Br Nathanael: Film and theatre?

Joe Cortina: Leading the film and theatre business in Weimar were Jews such as Josef von Sternberg, Bertolt Brecht, Erich Pommer, and a host of other Jewish purveyors of filth.

A random choice of film and theatre titles sheds light on the spirit of Jewish-produced depravity during the Weimar period: “Sundige Mutter” (Sinful Mama), “Wenn Ein Weib Den Weg Verliert” (When A Woman Loses Her Way), “Zieh Dich Aus” (Get Undressed) – “Tausend Nackte Frauen” (One Thousand Naked Women).

But once Hitler came into power, he put an end to the endless filth coming out of the Jewish film and theatre industry. But for now there’s no end to the filth coming out of Jewish Hollywood.

1920s model from the book “The Hot Girls Of Weimar Berlin”. Cocaine, the favorite drug of the sexually depraved, was often tucked away inside the top of a girl’s stockings or under her garter—a place felt to be safe from the prying fingers of the police.

Br Nathanael: Can you sum it all up for us?

Joe Cortina: What the Jews did to the Germans during the Weimar period they are now doing to the American people.

They have stolen our wealth—our freedoms—our prosperity—our traditions— our moral character—our honor, our wholesomeness, and our Christian heritage.

Should a strong new voice of clarity and conviction appear and convince me and my family that he could and would lead us out of this occupation by aliens and unite our people in a just cause—ending Jewish influence—I would follow him since there is no other choice—no other hope—you’re damn right I would.

Perhaps Jewry would do well to learn a lesson from Weimar and how it was addressed by the Third Reich—because next time it just might be the whole world screaming for justice and an end of Jewry’s evil. This time, once and for all!

Hither tried to rescue Germany from the Jews—and failed. WHO WILL RESCUE AMERICA?

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Joe Cortina’s experiences as an intelligence investigator and anti-terrorist adviser brought him to such hotbeds of turmoil as the State of Israel, adjacent Middle East nations, and Central America. His website, My Name Is Joe Cortina, is a showcase of crimes committed against humanity by the Zionist global elite.

Crimes of the Bolsheviks

CRIMES OF THE BOLSHEVIKS

 

. . . edited by Isabella Fanfani

 

An edited abridgment of A Sea of Blood: the Truth about Bolshevik Russia, a 12,000-word pamphlet originally published in Munich (1926) and authored by a Russian émigré  known as “Dr Gregor”.

Pictures and captions by Lasha Darkmoon

1.  Introduction

Nine years have already passed since an indescribable crime against humanity, the Bolshevik Revolution of 1917, was systematically begun. Now in its ninth year [1926], a government exists which calls itself a worker-and-peasant government—but not one true worker or farmer has ever sat on it. For nine years, torture has been used in the name of democra­cy as an official instrument of the state. And in the name of socialism millions of upright individu­als have been murdered, put to death through starvation, or banished from home and hearth to every distant part of the globe.

In the name of the proletariat the Russian people has been subjugated by rank foreigners, their speech has been silenced, and their bodies sent—to the cheers of the [Jewish] Third International — into mass graves.

An old Russian expression says: “There are never more lies told than before a war and after a hunt.” And in point of fact the Great War [WW1] never had a true armistice; it never really ended. And the hunt for more human skulls — of course only Chris­tian and Aryan skulls will do — continues in accordance with a sinister and systematic plan. And thus the great lie blooms forth, in effect a form of worship of the Father of Lies,  by that international scum calling itself the Bolsheviks.

Mundus vult decipi! — the world wants to be deceived! It believes Soviet lies and fairy tales and even participates in this sick comedy, sending delegations of well-known people, leftists of course, incapable of understanding the Russian language, and sympathetic to boot with the goals of the Third International!

[The 3rd Internationale was the third great convention meeting held by ultra-radical Jews and Marxists in 1919 to coordinate Communist activities worldwide.]

Off these foreign guests go to Soviet Russia to “study” the situation. These splendid chaps have no idea what Russia was like before the Bolsheviks—and what it could have become without them in the meantime! On the other hand, the Soviet Union’s new friends show great knowledge and appreciation for our Russian caviar and vodka! The caviar is good, the vodka burns like fire going down, and in the brain-fog of democratic good will one somehow misses the rivers of blood, the dashed brain fragments, and the slithering clatter of mil­lions of slaves’ chains.

And so internationalist democracy celebrates its rites of sacrifice. The Christian lamb is slaughtered, and Annias and Caiaphas [Jewish leaders in the Sanhedrin who condemned Jesus to death], today representing international stock market capital, are the guests of honor at the feast.

Marx, Engels, Lenin and Trotsky

The four Jews—Marx, Engels, Lenin and Trotsky—who helped to destroy the Christian Russia of the tsars and replace it with an atheistic Communism in which 66 million Russian Christians were put to death in the gulags run by the  cheka.

2.  The systematic destruction of Russia

The old Russia no longer exists.

In its place we have a vast desert: its intelligentsia 90% annihilated, its middle class throttled, its work­ing class made serfs once again — but this time serfs in state-owned factories, workers who just for using the word “strike” can be put up against the wall! As for the farmer, now he is a mere beast of burden, a camel in the Soviet-made Sahara, laboring without question for his Jewish exploiters and nearly without pay.

For a non-initiate it must be entirely incomprehensible how such a mighty empire, seemingly in one night of revolution, could be set aflame at all four corners and destroyed.

However, in one night it did not happen.

The events of March 1917 — Kerensky’s middle-class overthrow of the tsar — and of November 1917 — the Bolshevik putsch against Kerensky’s government — were only the visible re­sult of years of patient, mole-like undermining activities by the Jewish Internationale: a work which did not begin in the criminal minds of Marx, Kautsky and Engels, but instead in an earlier alliance of Jewry with the higher grades of world Freemasonry.

These lofty “idealists” have tortured and killed, in the name of Russia’s workers and peasants — and according to their very own statistics — the following numbers of victims in the first four years of the glorious Russian Revolution: 28 bishops of the Church, 1,215 priests and 6,000 monks. Why? Just because they were bishops, priests and monks, and because they believed in God — who is of course merely a disposable middle-class superstition.

Next come 8,800 Christian doctors and their aides. Why? Because they represented non-Jewish middle-class medicine.

Now come the officers: 54,650 army and naval officers, 10,500 police offi­cers (lieutenant-rank and above) and 48,500 lower-ranking policemen. And for what reason? Because they were military and police officers, and we all know that “militarism” is no longer permissible for any nationalistic and Aryan-conscious white people. It is only allowed to Red bandits, who call themselves proletarians, to dig the real proletariat a mass grave.

Then there are 260,000 flag-loyal soldiers of the old army, all now executed. But even this statistic is trifling. Now come the intelligentsia: teachers, professors, engineers, building contractors, writers and judges — especially judges, because these were the most dangerous for a state ruled by convicted felons.

To them let us add lawyers, district attorneys and all the college-educated occupations — to reach the number of 361,825 murdered members of our most mentally demanding professions. I will not even tarry over our annihilated class of large landowners, consisting of 12,950 persons.

And when someone asks me how the Russian intelligentsia can bear the Bolshevik yoke, I always answer that the Russian intelligentsia is either literally six feet under or in exile, and that the tiny remainder left over has suffered such a blood-letting and systematic humiliation through the communist steamroller that they have forfeited every last bit of self-esteem and personal honor.

Finally, we come to the modest numbers of workers and peasants executed by the worker-and-peasant state. They amount to only 192,350 workers and 815,000 peasants. All these figures are official statistics pub­lished by the Cheka [forerunner of the KGB] and printed in easily obtainable Bolshevik newspapers during this period when the anti-communist White Russian forces were fighting Trotsky and the Red Army, [1917-1921].

All these facts can be verified in the complete volumes of informa­tion or excerpts published in 1922 by the Ministry of Internal Affairs of the Kingdom of Serbia, the only coun­try in Europe which is fighting mercilessly against the disease of communism.

Even this enormous number of casualties is small compared to the mentally ill persons now running around free in Soviet Russia — four million eight hundred thousand of them. But this is no surprise. Even the old Russia did not have enough sanatoria and hospitals for them. Now the whole country has become a madhouse.

The murders continue and the blood flows on, albeit only Christian and Aryan blood.

When during the 1922 Famine, 30,000 human beings were dying every day, Jewish leader Trotsky made the sarcastic remark: “All the better — look at the paperwork that will save us now!”

3.  Tsars assassinated by the Jews

After Nicholas I, his son Alexander II mounted the throne, a true friend of his people. In 1861 he  abolished serfdom and gave the peasants land. This reform happened through the mir arrangement of village communities — an institution far closer to true and sincere communism than the capitalistic, tax-exploitative system we see in Soviet Russia today.

This same tsar, Alexander II, who in 1864 gave his people a whole new trial procedure for their court system — then the fairest and most progressive in Europe — underwent seven attempts to assas­sinate him, until finally, in an eighth attempt perpetrated by Goldmann, Liebermann and Zuckermann — can anyone mistake their race? — successfully carried out the wishes of London.

[Great Britain was by this time in the control of the Jewish bankers of the City of London.]

Alexander II, the great benefactor of his nation, was dynamited on March 1, 1881 — the very day that he was to bestow on his country a new, constitutional form of government.

Alexander II was gone.

Alexander III now became tsar. With respect to this monarch who preserved Euro­pean peace, we Russians were all convinced that when he died in 1894, he had succumbed to a normal illness — in this case an acute kidney infection. How great was afterward our amazement when we learned — on the run, in exile, and from Jewish sources — that this tsar too had fallen victim to the criminal minds of the tribe of Judah.

The Jew Saltus exults over this fact in his book The Imperial Orgy, published in New York in 1920. In·his foam-mouthed delirium over the successful downfall of the Christian-Aryan world he explains in his book how the Jews, working with the Entente powers — England, France, the U.S. and Italy — got rid of the tsars one after the other.

He further relates that, at the same time as Russian churches were praying for the health of the tsar, he was being cursed in the synagogues.

To the bedside of the sick tsar his personal physician, Zakharin, was summoned. Zakharin, a perfectly good Russian name, and yet — a Jew. When he arrived to see the tsar in Livadiya, he had the medicine all ready for him in his vest pocket. The kind of medicine is easy to imagine: a one-way ticket into the next world.

After the trusting tsar had swallowed the medication and was rolling in pain on his bed, Zakharin bent over-him — according to Saltus — with a diabolical grin on his face.

The tsar choked out the words “Who are you?”

Zakharin’s  answer: “I am a Jew!” And with enormous chutzpah, he then turned to the empress and the tsar’s ministers and said: “Not to worry, his majesty is only talking in a fever!”

Then he bent over the dying man and grinned at him again: “You are breathing your last breath—and we have won!”

This comes straight from the Jew Saltus in his book The Imperial Orgy.

4.  The murder of millions of Christians by the Cheka

And then the Russian Revolution came.

Who were these friends of the common people who in the name of freedom, equality, and democracy began annihilating the Christian-Aryan population?

Undoubtedly there were among them some true idealists who really believed that they could use murder and manslaughter, robbery and theft, to make a happier world and a new paradise of equality. The well-known result, however, was a living hell consisting of hunger, deprivation, despair and an equality only in one’s right to be murdered by the Jewish-controlled Cheka [forerunner of the KGB].

The word “Cheka” is not only an acronym in Russian for “Special Commission for Fighting Counter-Revolution,” but also a Yiddish expression for ani­mal slaughter. How fitting this expression! We Christians, who are called “goyim” or cattle, are in the Jewish view mere animals. Yahweh gave us human faces, however, so as to spare the Jews the distress of having servants who looked like animals. [Paraphrased]

The first provisional government [after the abdication of Tsar Nicholas II and just before the 1917 Bolshevik Revolution] consisted exclusively of Freemasons of Romance-language initiation, from France or Italy, and funded by English money. The criminality of this “provisional government” knew no bounds, because it did the most despicable thing a government can do. It ignored the promises, purposes and ideals for which it was put in power—and for which it had overthrown the Tsar, head of state.

The nine months of this “government” was nothing but a gestation period, and horribly pregnant Russia gave birth to the mis­carriage from hell on October 27, 1917. It can rightly be said that power was lying there on the street and the Bolsheviks merely picked it up. To provide a show for the friendly democracies abroad,  there had to be street battles in Russia. And so the prime minister Kerensky, a half-Jew whose real name was Kirbis, meaning “pumpkin”, deliberately sent a battalion of women and young officer cadets into the jaws of a howling and murderous mob, where they were sadistically annihilated. Meanwhile Kerensky, dressed in a sailor suit, fled St. Petersburg.

Just before that, Kerensky had signed — for publicity reasons — an arrest warrant against the “traitor Trotsky” [Bronstein]. But when General Polovtsev showed up with his Cossacks in Trotsky’s apartment to arrest him, there sitting in a plush armchair with Trotsky was Kerensky, sipping a liqueur. He took the arrest warrant from the aston­ished general’s hand, theatrically tore it up, and sent the general on his way — a man who lacked the courage to simply arrest both these scum — for in a revolution, the first one to pick up his stick is on top.

In any case, the Russian and foreign publics were to be treated to scenes of urban warfare and bloodshed.

Aryan blood, of course.

5.  Lenin, a syphilitic psychopath

The Mensheviks, or “majority people”, wanted a peaceful socialist welfare state and limited state ownership of industries as in Sweden. The Bolsheviks, or  “minority people” [i.e., mostly Jews] wanted a reign of terror and total nationalization under Lenin and Trotsky.

The Mensheviks made only one condition: that Lenin explain himself with respect to allegations of theft from the Party. When the convention began and Lenin was challenged to give an account of himself, he stood up, stuck his hands in his pockets and proclaimed that his standing was so high in the party that he owed no one any answers.

When Lenin first arrived in Russia from Germany, he was already demented from untreated or poorly treated syphilis.

LENIN

With this softening of the brain — a sort of gumming of the tissues — he was now fully qualified to pour his criminal fantasies into the ears of the foaming mob.

Russia already stood in flames, and the shabby gang of brigands were encouraged by Lenin’s slogan, “Rob back what they robbed from us!”

And so the mob hurled themselves upon the meager remains of Russian society. Under the joyful croakings of Jewry, Mother Russia was submerged.

The brain disease which afflicted Lenin continued to take its course. One insane idea after an­other issued forth from his government. The most renowned doctors in Germany boarded airplanes in an attempt to jerry-rig this decrepit swindler statesman, but he descended further and further into mental confusion. It is said that before his death he experienced a few shafts of mental light during which he crawled on all fours on the carpet and whimpered pitifully “Forgive me, Lord, forgive!”

Truly, truly the “international proletariat” can be proud: its leader a thief, its prophet a syphilitic, its greatest man a mass murderer.

Instead of leading mankind into the bright light above the clouds, it has jammed human­ity down into the sewer, and it is no accident that his mausoleum —“Lenin’s tomb” — looks today like a public lavatory.

The last of the Romanovs, Tsar Nicholas II and his family

After the February Revolution of 1917, Nicholas II abdicated his throne and took refuge with his family in a house in Yekaterinburg. The Czar, his wife, his son, his four daughters, his servants and family doctor were all killed in the same room by the Bolsheviks on the night of July 17, 1918. It has since been confirmed that Lenin ordered the clandestine killings from Moscow.

Veteran British journalist Robert Wilton explains in his cult classic, The Fall of the Romanovs, how the murder of the Tsar and his family was orchestrated entirely by Jews:

“The whole record of Bolshevism in Russia is indeliby impressed with the stamp of an alien invasion. The murder of the Tsar, deliberately planned by the Jew Sverdlov, and carried out by the Jews Goloshchekin, Syromolotov, Safarov, Voikov, and Yorovsky, is the act not of the Russan people, but of this hostile invader.” (Robert Wilton, The Fall of the Romanovs, p.148).

6.  Trotsky, another killer of Christians

Lenin’s great rival was a man who nearly exceeds him in treachery, viciousness and sadistic love of executions:  the Jew Laibe Bronstein, who now calls himself Leo Trotsky.

This Bronstein-Trotsky character formerly was an ultra-radical writer of gall-dripping articles for Jewish newspapers. But long before the war he was an agent of the tsarist secret police in Vienna, reporting on Russian Jews who had deserted from the Russian armed forces.

Trotsky, a full-blooded Jew, betrayed his racial brothers to the Russian government for 150 gold crowns a month [about $200]. This perhaps tells us all we need to know about him.

He moved to St. Petersburg and founded a very bourgeois and capitalist freight-moving business. Later he got into the business of lopping off heads when it became more advantageous to be a commu­nist. The whole communist system under Soviet Judea is shot through with bizarre values. While pure communism is said to promise a community of sharing, the slogan of Russian communism seems to be: “What’s mine is mine — and what’s yours is mine, too!”

TROTSKY CARTOON

“This anti-Bolshevik propaganda poster, dated to 1919, shows Leon Trotsky (born Lev Davidovich Bronstein) as a devil.  Elements of the imagery reveal anti-Semitism: a popular  anti-communist tactic was to overplay the role of Jews in the Russian Bolshevik Revolution.” (From a Zionist website, attempting to minimize the role played by Jews in the Bolshevik Revolution. See here).

 The Chinese soldiers, presiding here over a mound of corpses and shooting Russian Christians to death, were hired mercenaries for the Jewish Bolsheviks. They did the Jews’ dirty work for them. Their reputation for sadistic torture on behalf of their Bolshevik employers was legendary. Thus they were responsible for introducing into Europe the infamous “rat torture”, a variation of which was to appear later as the horrendous climax of  Orwell’s Nineteen Eighty Four.

FAMOUS  TROTSKY  QUOTE  (1917):

 “We must turn Russia into a desert populated by white negroes upon whom we shall impose a tyranny such as the most terrible Eastern despots never dreamt of. The only difference is that this will be a left-wing tyranny, not a right-wing tyranny. It will be a red tyranny and not a white one. We mean the word ‘red’ literally, because we shall shed such floods of blood as will make all the human losses suffered in the capitalist wars pale by comparison. The biggest bankers across the ocean will work in the closest possible contact with us. If we win the revolution, we shall establish the power of Zionism upon the wreckage of the revolution’s funeral, and we shall became a power before which the whole world will sink to its knees. We shall show what real power is. By means of terror and bloodbaths, we shall reduce the Russian intelligentsia to a state of complete stupefaction and idiocy and to an animal existence.”

 — From the ‘Memoirs of Aron Simanovich’, quoted in The Nature of Zionism by Vladimir Stepin, Moscow, 1993, and translated from Russian into English by Clive Lindhurst.

7.  Fiendish tortures devised by the Jewish Cheka

For all time these names — the Jew Trotsky, the Pole Dzherzhinski, the Russian Moros,  the Latvians Lazis and Peter — all these being the original creators of the infamous Cheka — will stand out in world history as mass mur­derers.

Even the bloodiest persecutions of Christians under Tiberius or Nero and the most grotesque tortures of the Spanish Inquisition under Torquemada — a converted Jew — pale by comparison with the indescribably gruesome deeds committed by the Jewish and Latvian run Cheka.

A whole shelf of books with both written and photographic documentation has been published on this theme.

I need mention only The Blood Intoxication of the Bolsheviks by Nilostonsky, The Battle Against Bolshevism by Avalov, The Plague over Russia by Albert Rosenberg, Soviet Russia by Katharina Haug-Houg, and The Cheka by Georg Popov.

[Here now are some of the gruesome tortures devised by the Jewish Cheka for its mostly Russian Christian victims.]

When the Reds occupied a city, they took hostages — such as people wearing ties or workers in their Sunday best. They stripped them naked and then bound onto the stomach of the murder victim an empty flower pot into which a ravenous, starving rat was placed. Through the small water hole in the base of the flower pot a red-hot iron rod was pushed to torment the rat and make him wild, causing him to try to burrow himself away from the rod — and deep into the abdomen of the horrified human victim.

THE RAT TORTURE: A red-hot poker, when pushed through the bars of the cage, would force the maddened rat to escape by gnawing its way into the stomach of the human prisoner.

They lined up other victims in military formation, then ordered the first row to place one hand upon a wooden table. A nail was driven through the hand into the wood. Then they cut a full circle around the wrist skin, drenched the hand in boiling water and  pulled the hand and finger skin right off. This  they called “making gloves”.

Interestingly, each torture chamber had its own special torture lady, always a Jewess or Latvian female, usually with a nickname such as “Dora, the glove maker” or “Rosa, the glove lady.”

It comes as no surprise to us to learn that the chief justice of a criminal court in Moscow is also a Jewess, Anya Glusmann, who is said to love pronounc­ing death sentences above all else, and, according to a fawning newspaper article about her, she loves flowers and perfume after a “hard day’s work.”

There is more: such as placing a man’s head on an anvil, then slowly exploding it using a huge iron hammer with ever-increasing weights.

Those fated to suffer the same death the following day were ordered to pick up the brain and bone pieces, the nerve tissue and blood which they witnessed flying around the room. When ordered to their work they were told: “You are digging your own grave. You must be happy that tomor­row your own kind will be picking up the pieces of your cadavers.”

As for men of the cloth, they would bring priests into a church, marry them with a sow or mare in a sarcastic ceremony and then nail them to the cross over the altar.

The bishop of Voronesh was plunged live into a giant kettle of boiling water and his monks were forced at revolver point to take spoonfuls of this “soup”.

High-ranking clergymen had their eyes gouged out, the tongue severed, and the ears sliced off.

Then they were buried alive.

Or their abdomen was opened with a knife and the first section of their intestines was nailed to a telephone pole. They were then forced to run around the pole as their entrails unwound until death came.

Officers of the Russian navy were steamed to death in their own engine rooms.

They were chained to ce­ment blocks and hurled off the piers so that their tethered corpses, decomposing and rising under the waves, formed hideous, tossing forests of the dead.

General Viren of Kronstadt had both his arms hacked off and was then paraded around the downtown area until it became boring, whereupon he was shot.

Human beings had burning cigars pushed into their open eyes until they were blind, their entire body being roasted on spits.

Heads were squeezed slowly to the bursting point with special brain vises.

The German Army discovered a chamber full of these and similar devices, including a testicle-cracker, in an underground chamber in Ukraine in 1941. Adapted dentist drills were used to drill deep into the brain.

They sawed off the top of people’s skulls and forced others to eat their brains, whereupon the eaters then came under the saw and in turn had their own brains eaten. [Paraphrased]

Entire families were arrested and children tortured before the eyes of their bound parents, or the wife was tormented before the eyes of her husband or the reverse.

The Bolsheviks drove nails into empty wooden bar­rels, then jammed human beings inside, rolling the barrels around merrily.

Mass graves of people buried alive were found by the White Army. Victims of live burial usually have dirt in their mouth and nostrils from trying to breathe. The writhing bodies of these people were found in the most bizarre contortions.

And all this in the sweet name of freedom and democracy!

*          *          *

(Further corroboration for these horrendous crimes will be found in this recent article by Dr Lasha Darkmoon. The most detailed and impassioned account, however, remains Eustace Mullin’s cult classic The Secret Holocaust. The real holocaust was a Christian Holocaust by Jews of sixty-six million, mostly Christians.)

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Isabella Fanfani is freelance writer and art illustrator who lives in Lausanne, Switzerland. This article is an update of a similar article published here a few months ago.

 


 

I Crimini dei Bolschevichi: di Isabella Fanfani

I CRIMINI DEI BOLSCEVICHI

Traduzione a cura di Gian Franco Spotti.
Fonte: The Crimes of the Bolsheviks, edited by Isabella Fanfani

Una versione editata di: A Sea of Blood: the Truth about Bolshevik Russia (Un Mare di Sangue: la Verità sulla Russia Bolscevica), un opuscolo di 12.000 parole pubblicato in origine a Monaco (1926) e scritta da un rifugiato politico russo conosciuto come “ Dr. Gregor”.

1. Introduzione

Nove anni sono già trascorsi dall’inizio di quell’indescrivibile crimine contro l’umanità che fu la Rivoluzione Bolscevica del 1917. Oggi, al suo nono anno, esiste un governo che si dichiara il governo degli operai e dei contadini, ma ai suoi vertici non ci fu mai ne un operaio ne un contadino.

Per nove anni si è fatto uso della tortura in nome della democrazia, come strumento ufficiale dello stato. E nel nome del socialismo milioni di persone per bene sono state assassinate, fatte morire di fame, oppure esiliate dalle loro case e dalle loro terre in lontani angoli del mondo.

Nel nome del proletariato, il popolo russo è stato soggiogato da stranieri di rango, il suo appello è stato messo a tacere e i loro corpi spediti in fosse comuni, con l’acclamazione della Terza Internazionale (Ebraica).

Un vecchio detto russo dice: “ Non ci sono così tante bugie come prima di una guerra e dopo una partita di caccia “. E infatti la Grande Guerra (Prima Guerra Mondiale) non ebbe mai un vero armistizio, in realtà non ebbe mai una fine. E la caccia a più teschi umani, ovviamente di Cattolici e Ariani, continua sulla base di un sinistro e sistematico progetto. Così la grande menzogna continua a fiorire, in effetti una forma di culto del Padre delle menzogne da parte di quella canea internazionale che si fanno chiamare Bolscevichi.

Mundus vult decipi! Il mondo vuole essere ingannato!

Crede alle bugie sovietiche, ai racconti di fantasia e partecipa persino a questa commedia malata, inviando delegazioni di persone ben note, di sinistra ovviamente, incapaci di comprendere la lingua russa e a sostegno degli obiettivi della terza Internazionale!

(La Terza Internazionale era la terza grande conferenza tenuta dagli ebrei ultra-radicali ed i Marxisti nel 1919 per coordinare le attività comuniste nel mondo).

Ora questi ospiti stranieri vanno nella Russia Sovietica per “studiare” la situazione. Questi tizi non hanno alcuna idea di cosa fosse la Russia prima dei Bolscevichi e cosa sarebbe potuta diventare nel frattempo senza di loro! Inoltre, i nuovi amici dell’Unione Sovietica dimostrano buona conoscenza ed apprezzamento per il nostro caviale e la vodka! Il caviale è buono, la vodka brucia come fuoco quando va giù e nei cervelli annebbiati della buona volontà democratica ci si dimentica dei fiumi di sangue, i frammenti umani sparsi e lo sferragliante rumore di milioni di catene di schiavi.

Così la democrazia internazionalista festeggia il suo rito sacrificale. L’agnello cristiano è sgozzato e Anna e Caiaphas (leaders ebraici nel Sanhedrin che condannarono a morte Gesù), che oggi rappresentano il capitale azionistico internazionale, sono gli ospiti d’onore alla festa.

Nota di Isabella Fanfani: Marx, Engels, Lenin e Trotsky furono i quattro ebrei che collaborarono alla distruzione della Russia cattolica degli Zar e sostituirla con un Comunismo ateo durante il quale 66 milioni di cattolici russi perirono nei gulag gestiti dalla Cheka.

2. La sistematica distruzione della Russia

La vecchia Russia non esiste più.

Al suo posto abbiamo un enorme deserto: il 90% della sua intellighenzia annientata, la sua classe media distrutta, la sua classe operaia fatta ridiventare ancora serva, ma questa volta servi in fabbriche statali, operai che al solo uso della parola “sciopero” possono essere messi al muro! In quanto al contadino, questi non è altro che una bestia da soma, un cammello nel Sahara sovietico, che lavora per i suoi sfruttatori ebraici e quasi senza paga.

Per una persona inesperta deve essere completamente incomprensibile come un così potente impero, apparentemente in una notte di rivoluzione, abbia potuto incendiarsi ai suoi quattro angoli ed essere distrutto.

Comunque non è successo tutto in una notte.

Gli avvenimenti del Marzo 1917, il rovesciamento dello Zar da parte della classe media di Kerensky, e del Novembre 1917, il golpe bolscevico contro il governo di Kerensky, furono soltanto il risultato visibile di anni di pazienza e attività sotterranee da parte dell’Internazionale Ebraica: un lavoro che non cominciò nelle menti criminali di Marx, Kautsky e Engels, ma in una precedente alleanza dell’Ebraismo con i più alti gradi della Massoneria mondiale.

Questi eccelsi “idealisti” hanno torturato e ucciso in nome degli operai e dei contadini russi, e secondo le loro proprie statistiche, il seguente numero di vittime nei primi quattro anni della gloriosa rivoluzione russa: 28 vescovi della Chiesa, 1,215 sacerdoti e 6.000 monaci. Perché? Soltanto perché erano vescovi, sacerdoti e monaci e perché credevano in Dio, il quale è solamente una superstizione usa e getta della classe media.

Dopodiché fu la volta di 8.800 dottori cattolici e i loro assistenti. Perché? Perché rappresentavano la classe media della medicina non ebraica.

Poi toccò agli ufficiali: 54.650 dell’esercito e della marina, 10.500 funzionari di polizia (dal grado di tenente in su) e 48.500 poliziotti di grado inferiore. E per quale ragione? Perché erano ufficiali di polizia e dell’esercito e tutti noi sappiamo che il “militarismo” non è più ammissibile per qualsiasi popolazione bianca nazionalistica e consapevolmente ariana. E’ solo ammissibile ai banditi Rossi che si autodefiniscono proletari e che scavano una fossa comune al vero proletariato.

Poi ci sono 260.000 soldati del vecchio esercito fedeli alla bandiera, tutti fucilati. Ma anche questa è una statistica trascurabile.

Ora è il turno della intellighenzia: insegnanti, professori, ingegneri, impresari edili, scrittori e giudici, specialmente giudici, perché essi erano i più pericolosi per uno stato governato da criminali condannati.

A questi dobbiamo aggiungere avvocati, procuratori distrettuali e tutti quei mestieri derivanti da lauree universitarie, per raggiungere il numero di 361.825 assassinati fra i membri delle professioni più quotate.

Non mi soffermerò sulla classe di proprietari terrieri, consistente in un numero di 12.950 persone, anch’essa annientata.

E quando qualcuno mi chiede come l’intellighenzia russa può sopportare il giogo bolscevico, gli rispondo sempre che l’intellighenzia russa o si trova a sei piedi sotto terra oppure è in esilio e che quel poco che è rimasto ha sofferto una tale e sistematica umiliazione da parte del rullo compressore comunista da giocarsi anche l’ultimo battito di autostima e di onore personale.

Arriviamo infine al modesto numero di operai e contadini condannati a morte dallo stato degli operai e dei contadini. Questi ammontano a 192.350 operai e 815.000 contadini. Tutti questi dati sono statistiche ufficiali pubblicate dalla Cheka (precursore del KGB) e stampati su giornali bolscevichi dell’epoca quando le forze anti-comuniste della Russia Bianca combattevano Trotsky e l’Armata Rossa (1917-1921).

Tutti questi fatti possono essere verificati nei volumi completi informativi o estratti pubblicati nel 1922 dal Ministero degli Affari Interni del Regno di Serbia, l’unico paese in Europa che sta combattendo senza sosta contro la malattia del comunismo.

Persino questo enorme numero di vittime è piccolo se paragonato alle persone mentalmente malate che se ne vanno in giro libere per la Russia Sovietica, 4.800.000 di loro. Ma non c’è da stupirsi. Nemmeno la vecchia Russia aveva abbastanza ospedali e sanatori per loro. Ora tutto il paese è diventato un manicomio.

Le uccisioni continuano ed il sangue continua a scorrere, ma solo sangue Cattolico e Ariano.

Quando, durante la carestia del 1922, 30.000 esseri umani morivano ogni giorno, il leader ebraico Trotsky fece la seguente nota sarcastica: “ Tanto meglio, guardiamo al lavoro cartaceo che ci viene risparmiato! “

3. Gli Zar assassinati dagli Ebrei

Dopo Nicola I°, salì al trono il figlio Alessandro II°, un vero amico del suo popolo. Nel 1861 egli abolì la servitù e diede la terra ai contadini. Questa riforma avvenne grazie all’accordo mir delle comunità rurali, un’istituzione molto più vicina ad un vero e onesto comunismo che non ad un sistema capitalistico e di tassazione come vediamo nella Russia Sovietica di oggi.

Quello stesso Zar, Alessandro II°, che nel 1864 diede al suo popolo un nuova procedura processuale per il sistema giudiziario, a quel tempo la più equa e moderna in Europa, fu oggetto di sette attentati alla sua vita, finché un ottavo attentato perpetrato da Goldmann, Liebermann e Zuckermann (si può forse sbagliare la loro razza?) portò in porto con successo i desideri di Londra.

( La Gran Bretagna, a quel tempo, era sotto il controllo dei banchieri ebrei della City di Londra)

Alessandro II°, il grande benefattore della sua nazione, fu fatto saltare con la dinamite il 1° Marzo 1881, il giorno in cui avrebbe conferito al suo paese una nuova forma di governo costituzionale.

Alessandro II° non c’era più.

Alessandro III° divenne Zar. Per quanto riguarda questo monarca, che mantenne la pace europea, noi russi eravamo tutti convinti che quando morì, nel 1894, la causa fosse stata una malattia, in questo caso un infezione acuta dei reni. Come fu grande in seguito il nostro stupore quando apprendemmo, in fuga, in esilio e da fonti ebraiche, che anche questo Zar era caduto vittima delle menti criminali della tribù di Giuda.

L’ebreo Edgar Saltus esulta di questo fatto nel suo libro The Imperial Orgy (L’Orgia Imperiale), pubblicato a New York nel 1920. nel suo delirio da bava alla bocca circa il successo avuto nella caduta del mondo Cattolico-Ariano, egli spiega nel libro come gli Ebrei, lavorando per le potenze dell’Intesa, Inghilterra, Francia, Stati Uniti e Italia, si sbarazzarono degli Zar uno dopo l’altro.

Egli afferma inoltre che, mentre le chiese russe pregavano per la salute dello Zar, questi veniva maledetto nelle sinagoghe.

Al capezzale dello zar malato fu chiamato il suo medico personale, Zakharin. Un buon nome perfettamente russo, e ora….un Ebreo. Quando arrivò a visitare lo Zar a Livadiya, aveva tutte le medicine pronte nella tasca della sua giacca. Che tipo di medicine è facile da immaginare: un biglietto di sola andata per l’altro mondo.

Dopo che lo Zar aveva trangugiato la medicina in buona fede e si torceva dal dolore nel letto, secondo Saltus, Bakharin si piegò su di lui con un espressione di ghigno diabolico.

Lo Zar chiese soffocatamente: “ Chi siete Voi? “

E la risposta di Zakharin: “ Sono un Ebreo! “  E con un enorme faccia di bronzo si girò verso l’imperatrice e i ministri dello Zar e disse: “ Non preoccupatevi, sua maestà sta solo delirando! “

Poi si curvò nuovamente sul morituro e gli ghignò: “ State esalando l’ultimo respiro e noi abbiamo vinto! “

Queste parole provengono direttamente dal libro L’Orgia Imperiale dell’Ebreo Edgar Saltus.

4. L’uccisione di  milioni di cattolici da parte della Cheka

E venne la rivoluzione russa.

Chi erano questi amici della gente comune che nel nome della libertà, uguaglianza e democrazia iniziarono ad annientare la popolazione Cattolico-Ariana?

Tra di loro c’erano senza dubbio dei veri idealisti che credevano veramente di poter usare l’assassinio ed il massacro, la rapina e il furto per creare un mondo più felice ed un nuovo paradiso di uguaglianza.

Il ben noto risultato, comunque, fu un inferno vivente fatto di fame, privazioni, disperazione e un uguaglianza solo in un senso, quello di essere uccisi dalla Cheka (precursore del KGB) controllata dagli Ebrei.

La parola “Cheka” non è solo un acronimo in russo che sta per “ Commissione Speciale per la Lotta alla Controrivoluzione “ ma anche un espressione Yiddish che sta per macellazione animale.Come fu indovinata questa espressione!

Noi cattolici, che veniamo chiamati “goyim” o bestiame, agli occhi degli ebrei non siamo altro che animali. Il Dio Yahweh ci avrebbe dato delle sembianze umane per risparmiare agli ebrei l’incombenza di avere servi che somigliassero agli animali.

Il primo governo provvisorio (dopo l’abdicazione dello Zar Nicola II° e subito prima della Rivoluzione Bolscevica del 1917) era composto esclusivamente da Massoni di iniziazione di lingua romanza, dalla Francia o dall’Italia e sovvenzionati da denaro inglese. L’aspetto criminale di questo “governo provvisorio” non conobbe limiti perché fece la cosa più deplorevole che un governo possa fare: ignorò le promesse, i fini e gli ideali per i quali ascese al potere e per i quali aveva abbattuto lo zar, capo dello stato.

I nove mesi di questo “governo” non furono altro che un periodo di gestazione, e la Russia orrendamente gravida partorì dall’aborto dell’inferno il 27 Ottobre 1917. Si può senz’altro affermare che il potere giaceva là inerme ed i Bolscevichi non hanno fatto altro che raccoglierlo.

Per fornire una sceneggiata alle democrazie amiche all’estero, ci dovevano essere combattimenti di strada in Russia. E così il primo ministro Kerensky, un mezzo ebreo il cui vero nome era Kirbis, che significa “zucca”, inviò deliberatamente un battaglione di donne e giovani ufficiali cadetti nelle fauci di una canea vociante ed assassina, dalla quale furono sadicamente annientati. Nel frattempo, Kerensky, vestito in divisa da marinaio, scappò a San Pietroburgo.

Appena prima Kerensky aveva firmato, per ragioni pubblicitarie, un mandato di arresto contro il “ traditore Trotsky “ (il cui vero nome era Lev Davidovich Bronstein). Ma quando il Generale Polovtsev si presentò con i suoi Cosacchi nell’appartamento di Trotsky per arrestarlo, seduto su una poltrona di pelo con trotsky stava proprio Kerensky, che sorseggiavano un liquore. Prese il mandato di arresto dalle mani dell’attonito generale, stracciandolo in modo teatrale e poi mandò via il generale a fare la rivoluzione, un uomo al quale mancò semplicemente il coraggio di arrestare questa feccia.

In tutti i modi il pubblico russo e quello straniero doveva vedere le scene di guerriglia urbana e bagni di sangue.

Sangue Ariano, naturalmente.

5. Lenin, uno psicopatico sifilitico

I Menscevichi, o “popolo maggioritario”, volevano uno stato, sociale, socialista e pacifico e proprietà statali industriali limitate come in Svezia.

I Bolscevichi, o “popolo minoritario” (cioè in maggioranza Ebrei) volevano un regno di terrore e di totale nazionalizzazione sotto Lenin e Trotsky.

I Menscevichi misero solo una condizione: che Lenin si spieghi in merito alle accuse di furto dal Partito. Quando la conferenza iniziò e Lenin fu sfidato a dare un resoconto, egli si alzò, infilò le mani nelle tasche e proclamò che la sua posizione nel partito era così elevata che non doveva nessuna risposta ad alcuno.

Quando Lenin arrivò in Russia dalla Germania, era già in stato di demenza a causa della sifilide non curata o malamente curata.

Con questo rammollimento del cervello, una specie di gommosità dei tessuti, aveva ora tutte le qualità per rovesciare le sue fantasie criminali nelle orecchie della folla schiumante.

La Russia era già in fiamme mentre la malconcia banda di briganti veniva infiammata dallo slogan di Lenin “ riprendetevi ciò che loro ci hanno rubato! “.

E così la canea inferocita si gettò su quello che erano i miseri resti della società russa. Sotto  il gioioso gracchiare dell’Ebraismo, la Madre Russia fu sommersa.

La malattia mentale che affliggeva Lenin continuava nel suo corso. Dal suo governo nascevano di continuo idee malsane una dopo l’altra. I più rinomati dottori in Germania arrivarono a bordo di aerei nel tentativo di rimettere in sesto questo decrepito statista truffatore, ma la sua confusione mentale peggiorava costantemente. Si dice che prima della sua morte ebbe alcuni momenti di lucidità mentale durante i quali andava a carponi sul tappeto e pietosamente piagnucolando diceva: “ Perdonami, Signore, Perdonami! “

Il “ proletariato internazionale “ può esserne davvero orgoglioso: il suo leader un ladro, il suo profeta un sifilitico, il suo più grande uomo un assassino di massa.

Invece di guidare il genere umano nella brillante luce sopra le nuvole, ha affondato l’umanità nella fogna e non è una coincidenza che il mausoleo, con la “Tomba di Lenin” assomiglia oggi ad una latrina.

Nota di Isabella Fanfani: Dopo la Rivoluzione del Febbraio 1917, lo Zar Nicola II° abdicò al trono e si rifugiò con la sua famiglia in una casa a Yekaterinburg. Lo Zar, sua moglie, suo figlio, le sue quattro figlie, i domestici e il dottore di famiglia furono tutti ammazzati nella stessa stanza dai Bolscevichi nella notte del 17 Luglio 1918. E’ stato poi confermato che l’ordine della loro uccisione venne da Mosca, direttamente da Lenin.

6. Trotsky, un altro assassino di Cattolici

Il grande rivale di Lenin era un uomo che quasi lo superava in quanto a perfidia, malvagità e amore sadico per le fucilazioni: l’Ebreo Lev Bronstein, che ora si fa chiamare Leo Trotsky).

Il personaggio Bronstein-Trotsky era in passato uno scrittore ultra-radicale di articoli grondanti di astio per giornali ebraici. Ma molto prima della guerra fu un agente della polizia segreta zarista a Vienna, da dove inviava rapporti sugli ebrei russi che avevano disertato dalle forze armate russe.

Trotsky, un ebreo purosangue, tradìva i suoi fratelli correligionari al soldo del governo russo per 150 corone d’oro al mese (circa 200 Dollari). Questo ci dice forse tutto quello che dobbiamo sapere su di lui.

Si trasferì a San Pietroburgo e fondò un azienda di trasporti molto borghese e capitalista. Più tardi si mise nel settore dei tagliatori di teste quando era più vantaggioso fare il comunista.

L’intero sistema comunista, nella Giudea Sovietica,  era impregnato di questi valori bizzarri.

Mentre il comunismo puro si dice prometta una comunità della condivisione, lo slogan del comunismo russo sembra invece che dica: “ Ciò che è mio è mio e ciò che è tuo è anche mio!”

Famosa citazione di Trotsky (1917):

“Dobbiamo trasformare la Russia in un deserto popolato da negri bianchi sui quali imporremo una tirannia come quelle che nemmeno i più terribili despoti orientali hanno mai immaginato. La sola differenza è che questa sarà una tirannia di sinistra, non una tirannia di destra. Sarà una tirannia rossa e non bianca.

Intendiamo dire letteralmente “rossa” perché verseremo tali fiumi di sangue che faranno impallidire le perdite umane subite durante le guerre capitaliste. I più grandi banchieri oltre-oceano lavoreranno il più vicino possibile a noi. Se vinciamo la rivoluzione, costituiremo il potere del Sionismo sulle macerie del funerale della rivoluzione e diventeremo una potenza tale davanti alla quale il mondo si inginocchierà. Conosceremo che cos’è il vero potere. Col terrore e con bagni di sangue, ridurremo l’intellighenzia russa ad uno stato di totale torpore e idiozia e ad una esistenza di tipo animale.”

—  dalle “Memorie di Aron Simanovich”, citate in The Nature of Zionism di Vladimir Stepin, Mosca, 1993, e tradotto dal russo all’inglese da Clive Lindhurst.

Nel 1905 Trotsky era ancora un Menscevico. Ma quando il comunismo improvvisamente prese un altro significato, cioè come riempirsi le tasche, lasciò improvvisamente i Mensceviche per i Bolscevichi. Se ne andava in giro, durante la guerra civile del 1917-1920, sul vecchio treno dello Zar, visitando le città saccheggiate dai Rossi e ringhiando al comandante di turono della città: “ Guarda, c’è troppa gente che se va in giro vestita in modo borghese! Fai pulizia! “

E ovviamente “ripulivano” la città ogni giorno al ritmo di centinaia di vittime fucilate, colpevoli di indossare niente di più di una cravatta o un bel vestito, indubbiamente segni che rimandavano ai “valori borghesi”.

L’importante era obbedire al loro terribile padrone, Trotsky. Fu lui ad ordinare ai soldati dell’Armata Rossa di togliere i loro ciondoli con la croce battesimale e le immagini della Madonna che una volta adornavano il petto di ogni cattolico russo.

E fu lui che diede ordini, che quando l’Armata Russa si ritirava, doveva prendere ostaggi nella popolazione civile ed ucciderli sistematicamente a colpi di sciabola, badando bene naturalmente di non infliggere ferite al capo fatali troppo rapidamente!

7. Torture diaboliche ideate dalla Cheka ebraica

Nomi come l’Ebreo trotsky, il Polacco Dzherzhinski, il Russo Moros, i Lettoni Lazis e Peter, tutti fondatori dell’infame Cheka, non saranno mai annoverati come assassini di massa nella storia del mondo.

Persino le più sanguinose persecuzioni cristiane sotto Tiberio e Nerone e le più grottesche torture dell’Inquisizione Spagnola sotto Torquemada, un ebreo convertito, impallidiscono in confronto agli indescrivibili e orrendi fatti commessi dalla Cheka gestita da ebrei e lettoni.

Un intero scaffale di libri, con documentazione fotografica e scritta, è stato pubblicato su questo tema.

Basta menzionare The Blood Intoxication of the Bolsheviks (L’Intossicazione del Sangue dei Bolscevichi) di Nilonstonsky, The Battle Against Bolshevism (La Battaglia Contro il Bolscevismo), di Avalov, The Plague over Russia (La Peste sulla Russia), di Albert Rosenberg, Soviet Russia (Russia Sovietica), di Katharina Haug-Houg e The Cheka (La Cheka), di Georg Popov.

(Qui di seguito elenchiamo alcune delle più terribili torture ideate dalla Cheka ebraica per le sue vittime in gran parte Cattolici Russi):

Quando i Rossi occupavano una città, prendevano degli ostaggi, gente che portava la cravatta oppure operai con l’abito della domenica. Strappavano i loro abiti, lì denudavano e poi fissavano sullo stomaco della vittima un vaso da fiori vuoto nel quale veniva messo un ratto affamato e incattivito. Attraverso il buco per l’acqua posto alla base del vaso veniva infilato un ferro rovente per tormentare il ratto e farlo impazzire, portandolo a cercare riparo dal ferro rovente ed obbligandolo a scavarsi una via di fuga nell’addome della vittima terrorizzata.

Altre vittime venivano messe in fila in formazione militare, poi ordinavano alla prima fila di mettere una mano su un tavolo di legno. Un chiodo veniva piantato nella mano e attraverso il legno. Poi veniva tagliato un lembo di pelle in rotondo attorno al polso, infilata la mano nell’acqua bollente e poi la pelle veniva tirata giù la pelle della mano e delle dita. Questo veniva chiamato “fare i guanti”.

Interessante notare che ogni camera di tortura aveva la sua propria donna torturatrice, sempre un’ebrea oppure una donna lettone, sempre con un nomignolo come “ Dora, la fabbricante di guanti “ oppure “ Rosa, la signora dei guanti “.

Non ci sorprende nel sapere che il capo della giustizia di un tribunale criminale di Mosca è  anch’essa un’ebrea, Anya Glusmann, la quale si dice ami pronunciare sentenze di morte su chiunque, e, secondo un servile articolo di giornale su di lei, ama fiori e profumi dopo “ una giornata di duro lavoro “.

C’è di più: come mettere la testa di un uomo sopra un incudine e facendola lentamente scoppiare usando un enorme martello di ferro con pesi ogni volta maggiori.

A coloro che erano destinati a subire la stessa morte il giorno seguente, veniva ordinato di raccogliere i pezzi di ossa e di cervello, i tessuti nervosi e il sangue che erano sparsi per tutta la stanza. Quando si ordinava loro di andare al lavoro, gli veniva detto: “ Vi state scavando la fossa. Dovete essere contenti che domani altri vostri simili raccoglieranno i pezzi dei vostri cadaveri .”

Per quanto riguarda gli uomini con abito talare, si portavano i preti in una chiesa, venivano fatti sposare con una scrofa o con un’asina in una sarcastica cerimonia e poi inchiodati alla croce sopra l’altare.

Il vescovo di Voronesh fu immerso vivo in una enorme pentola di acqua bollente ed i suoi sacerdoti furono obbligati, sotto la minaccia della pistola, ad assaggiare col cucchiaio questa “zuppa”.

A figure ecclesiastiche di alto livello furono strappati gli occhi, mozzata la lingua e tagliate le orecchie. Poi venivano bruciati vivi.

Oppure il loro addome veniva aperto con un coltello e la prima parte del loro intestino veniva inchiodata ad un palo del telefono. Venivano poi fatti girare attorno al palo mentre le loro viscere si srotolavano fino all’arrivo della morte.

Ufficiali della marina russa furono uccisi con vapore nelle sale macchine delle navi.

Venivano incatenati a blocchi di cemento, gettati giù dai moli così che i loro corpi legati, in decomposizione e risalendo dalle onde, formavano orribili cumuli di morte.

Il Generale Viren di Kronstadt ebbe entrambe le braccia tagliate e venne fatto sfilare per la città finchè, una volta diventato noioso lo spettacolo, fu ammazzato.

Esseri umani con sigarette accese che venivano spinte negli occhi fino alla cecità e i loro corpi venivano poi arrostiti allo spiedo.

Le teste venivano lentamente schiacciate fino al punto di scoppio in mezzo ad una morsa.

L’esercito tedesco scoprì una stanza piena di questi arnesi, incluso uno schiaccia-testicoli, in una stanza sottoterra in Ucraina nel 1941. Trapani da dentista modificati venivano usati per perforare fino al cervello.

Tagliavano la parte superiore del cranio delle persone e obbligavano altri a mangiarne le cervella, dopodiché i “commensali” subivano a loro volta lo stesso trattamento e altri ne mangiavano il cervello.

Intere famiglie furono arrestate e i bambini torturati davanti agli occhi dei loro genitori, oppure la moglie veniva torturata davanti agli occhi del marito o viceversa.

I Bolscevichi piantavano chiodi in botti di legno vuote, vi infilavano all’interno le persone e poi le facevano rotolare gioiosamente.

Fosse comuni di persone bruciate vive furono trovate dall’Armata Bianca. Le vittime sepolte vive di solito avevano la bocca e le narici piene di terra nel tentativo di respirare. I corpi martoriati di queste persone furono trovati nelle posizioni contorte più bizzarre.

Gigantesche casse con corpi semi-decomposti venivano impilate, poi una vittima ancora in vita veniva gettata in cima e poi veniva inchiodato un coperchio su di essa.

Alle sfortunate vittime veniva promesso loro la libertà se avessero rivelato gli indirizzi dei loro amici. Esse lo facevano, tradendo i loro amici. Ma la ricompensa? Non era certo la libertà che era stata loro promessa ma la sepoltura da vivi in mezzo ad altri cadaveri.

E tutto questo nel dolce nome della libertà e della democrazia!

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Tell me, Stranger: Gian Franco Spotti (Italian translation)

DIMMI, STRANIERO

Dimmi, Straniero, perché ci siamo conosciuti,
dimmi chi sei e poni
le tue labbra sulle mie fino all’oblio.

Dimmi, Straniero, dimmi perché
guardavi così intensamente nei miei occhi
e cosa succede quando moriamo.

Dimmi, Straniero, perché siamo qui
in questa remota selvaggia frontiera
e questa lacrima che scende la mia gelida guancia

Dimmi, Straniero, dimmi perché
scivoli la tua mano su per le mie tenere cosce
come un furbo e viscido serpente.

Dimmi perché ti ho mai lasciato
conficcare la tua crudele spada eretta
nella mia ferita del selvaggio peccato.

Dimmi, Straniero, perché ci siamo conosciuti,
dimmi chi sei e poni
le tue labbra sulle mie fino all’oblio.

Translation of Lasha Darkmoon’s Tell me, Stranger