Demon Worlds: Gian Franco Spotti (Italian translation)

Mondi   Demoniaci

“Ci sono mondi senza soli, mondi infestati dal demonio immersi nella notte perpetua.”
(Isha Upanishad, v. 3)

Mondi magici spinti al limite
Oltre ogni concezione, senza speranza.

C’è un paesaggio, dalla luna incantato,
Che porta all’estasi, dal demonio infestato
Dove la vita è il latte e la morte è la panna
Che agita gli ombrosi recipienti del sogno

Puoi vedere di Rorschach nei cieli annuvolati
Dell’amante perduto da tempo gli occhi scuri sferzati
E quando i veli della sera vengono cadenti
Puoi vedere le sue lunghe gambe raccapriccianti
Come sensuali ragni su per il muro arrampicanti

E mentre passi per una strada stregata
Avverti il battito metronomico
Della pantera il passo dalla zampa felpata

Poi nei pressi del fiume ti viene alla mente
Di rianimare con magici funghi
Questo amore morto da qualche vita precedente

E giù per la corrente un cigno annerato
Riporta ora il tuo amore tutto estasiato
Verso di te sul bordo del fiume stregato

E qui nuotan due gocce di seme,
Grassi folletti di Satana estraniati dal sole
Dove scorron dolenti le acque

E d’improvviso la tua mano è una tazza-
Ti pieghi e raccogli una palla di melma
E come un fesso le palpebre sbatti
Alla bestiola sorpresa

Facendo del tuo meglio per capire
Perché questo seme dell’inferno nella tua mano è a finire
Questo orribile blob con bolle di schiuma
Attorno alla sua bocca urlante di mostro

Il tuo amore, esso urla, è morto e andato
A causa di quello che hai appena combinato!
Hai perduto il sole, hai perduto la luna!
Hai perso la testa, hai perso il fato—

Mentre il diavolo ed io l’abbiamo spuntata!

Lasha Darkmoon’s Demon Worlds, translated into Italian by Gian Franco Spotti

Dying slowly: Gian Franco Spotti (Italian translation)

Morire  lentamente

Vieni, il tuo cuore non far spezzare
E fa che le tue labbra non debbano parlare
E un poco a morire devi imparare
Finché io crudele non starò per arrivare

Oh amor mio, devi sorridere e provare
E la vecchia arte imparare
Il pugnale devi strappare
Che nel tuo cuore ho voluto affondare

Lasha Darkmoon’s Dying Slowly, translated by Gian Franco Spotti

Bird Woman: Gian Franco Spotti (Italian translation)

Donna  Alata

Mentre camminavo sulla rive del Lago del Desiderio,
Il mare perduto di Kasmere,
La Donna Alata si avventò sulla mia spalla
E mi sussurrò all’orecchio.

Il mio sangue raggelò quando la vidi,
I suoi lunghi capelli lisci che sanno di mare
I suoi occhi freddi come mari senza sole
La sua bocca una sottile linea rossa

La luna pallidamente rapita in cielo
Mentre mi stringeva al suo petto
E girò i suoi occhi selvaggi color fumo di pistola
Verso le Isole della Maledizione.

Le sue ali si spiegarono e verso l’alto volammo
Nel nero abisso
La sua stretta era forte, i suoi artigli freddi,
Il suo respiro il bacio di un lebbroso

Paura e vertigini! E poi
Giù verso il suo castello piangente
Sull’isola di Lalàra
Nel Lago di Cristallo di Ghiaccio

Mi tenne in una gabbia sospesa
Legato ad una catena  color rubino
E mi portò uno strano pane bianco per mangiare
E calici di ottima pioggia

Non ti lascerò andare, ringhiò
Finché non avrai imparato a sognare
Solo me, e non sarai il mio schiavo
Nella Città delle Grida

Ti terrò qui per sempre
Nel mio reame del crimine
Il mio bambolotto e il mio giocattolo
Fino all’ultimo dei giorni

Imparerai a trovare un piacere
Nei pozzi più profondi del dolore
Finché non ci sarà un urlante
Buco di tenebra nella tua mente!

Salì nella mia gabbia furiosa
E mi frustò con i suoi capelli
E mi scagliò la rosa rosso-sangue

Dalla sua bocca crudele

E offrì le mele avvelenate
Dei suoi seni con delicati sospiri
E aprì le fontane del piacere
Fra le sue cosce piumate

Finché il gonfiore in lei scoppiò
Come un cervello con un colpo di pistola
Sull’isola di Lalàra
Nel Lago di Cristallo di Ghiaccio

Ora la luna è sospesa alta nel cielo
O guai fosse sospesa all’inferno!
Come la luna in un dipinto di un pazzo
Vista da una cella imbottita.

Lasha Darkmoon’s Birdwoman, translated by Gian Franco Spotti

Magic Kingdom: Gian Franco Spotti (Italian translation)

Regno  Magico

Ho versato le mie lacrime per i fulgidi
ruscelli di Sion divenute rabbia
con teschi di mirra e scorpioni
nel sonno dei re in una gabbia
poiché sono il sole Tiphareth
e lecco le loro ferite per due soldi

Ho versato le mie lacrime per le dolenti
stelle della giovinezza divenute pietre
con occhi di vetusta brama
nella città dei tristi ritrovi
poiché sono la lussuria degli angeli
e fecondo i loro soli e le loro lune

Ho versato le mie lacrime per gli eterni
millenni di sangue divenute corna
con trame d’inverno e di estate
nel trance dell’ancora inesistente
poiché sono dell’Eden il serpente
e do alla rosa la sua spina

Ho versato le mie lacrime per il ferito
lamento dei grembi divenute ali
con le campane che suonano a morto
nelle corti dei deliranti monarchi
poiché sono il condannato finché le trombe
non trasformeranno gli stracci in anelli

Ho versato le mie lacrime per l’Eterno
giardino del dolore senza Dio
con soli e lune di Carmel
sulla festa della verga insanguinata
poiché sono l’Albero dell’Estasi
e cresco nei pressi di rossi mari di sangue

Ho versato le mie lacrime per gli angeli
stanchi di piaceri e di dolori
con occhi e lingue impauriti
nella canto di musicali cloache
poiché sarò il dannato finché le tue lodi
non laveranno il mondo dalle sue macchie

Lasha Darkmoon’s Magic Kingdom, translated by Gian Franco Spotti

All things pass: Gian Franco Spotti (Italian translation)

Tutto passa

Passa ogni cosa, tutte le cose sembrano
Irreali come in un sogno
Le scintillanti città del tempo sorgono e cadono

Come ombre di passaggio su di un muro.

Guarda il mondo dorato alle prime luci
Soli e lune del tempo che fu!
Inghiottiti nel buio, persi per sempre
L’amore, l’amato e l’amante

Sospinti via dal freddo vento del tempo
Santi beati e tutti quelli che peccarono
Il ridere, il bacio, l’occhio luccicante
Amico, nemico e viandante

Lasha Darkmoon’s All Things Pass, translated by  Gian Franco Spotti

Dark Angel: Gian Franco Spotti (Italian translation)

Angelo Oscuro

Sono giovane e bella
nessuno può resistermi. La mia bocca beffarda
così baciabile, i miei lunghi capelli neri

un velo di oscurità dalle meridionali

terre del cuore…dove la passione brucia
negli uomini come te, ammalati di desiderio
per l’eroina della mia bellezza.
Ahi, Ahi! Non posso darti altro

che altra dipendenza. Se prendi me
prendi anche la dannazione.
Sono l’angelo che brucia
impetuoso e l’amore che ti do

è un fuoco insaziabile.
Nessuna cura per te nelle mie carezze
E mai e poi mai potrebbe
il mio più selvaggio bacio

ridarti una nuova vita, o portare indietro
il seme sparso: la lussuria che avevi
nelle estate di tanto tempo fa
prima che i tuoi occhi divenissero così tristi

Lasha Darkmoon’s Dark Angel, translated by Gian Franco Spotti

The Queen of Night: Gian Franco Spotti (Italian translation)

LA REGINA DELLA NOTTE

Non dire mai che la notte è finita
Non pensare mai che la corsa sia terminata
Ogni giorno porta un nuovo straniero

Questa è una partita che non può essere conquistata.

Talvolta in riva al mare passeggiando
E nemmeno una nuvola o una vela scorgendo
Pensi di aver trovato la serenità

E poi arriva lei, la Regina della Notte.

Su di te si stende maliziosamente e
Con i suoi sorrisi ti uccide lentamente
E comprendi finalmente

Che questo è un ricovero per anime spente.

I corridoi di teschi allineati
Ed essa ti porge ancora i seni denudati
E sussurra, ‘ Non sono io bella

Vieni e prendimi!’
— ed è ciò che fai.

Lasha Darkmoon’s The Queen of Night, translated by Gian Franco Spotti

The Gardens of Yearning: Gian Franco Spotti (Italian translation)


I Giardini del Desiderio

Avete sentito parlare del desiderio i giardini
Dove scorrono lucenti fiumi cristallini
Laggiù nella corte mattutina
Immortale il morto ancora cammina

Laggiù i ragazzi hanno occhi ridenti
E sbirciano tra le foglie degli alberi
Degli angeli le timide cosce fruscianti
Nelle loro magie d’estate

Laggiù gli angeli sono tutte giovani ragazze
Pubescenti in boccio e sboccio
E i loro occhi sono come falene dell’oscurità
E le loro bocche sono come frutti del destino

E come danzano tutta la notte sotto lo sguardo di Sirio
Presso i laghi ammantati di luna come danzano!
Ora immortali, divinamente deliranti
In girotondo in una intossicante trance

E un giorno si sveglieranno piangendo
Nella fredda e ruvida luce dell’alba
Allora il sogno scomparso lascerà il posto al nulla
Nessun Xanadu, nessun Avalon!

E con sorpresa scopriranno allora
Nell’orrenda luce solare
Che fuori dalle nebbie dei Maya
Le trame del mondo sono state filate

O il sole fatto di polvere di cocaina
E la luna una farfalla impazzita
E tutti son colpevoli di aver ucciso
E solo Dio ha un alibi

Ora i ragazzi sono tutti ricurvi e spezzati
E le ragazze hanno gli occhi bendati
E la magica luna è scivolata
Nel mar morto dove è adagiata.

Lasha Darkmoon’s The Gardens of Yearning, translated by Gian Franco Spotti


Venom


You say my heart is poisoned:
I will not disagree.
It’s you who brewed the poison

And poured it into me.

You say my heart is tainted,
And what you say is true.
My heart, it fed a serpent—
The serpent, it was you.


Credo quia absurdum

I believe because it’s absurd.
I have this thing. I hold it here
In my hand like a live bird.
I breathe it in like clean air.

Please don’t tell me how to live.
I give thanks because I’m new.
The song my heart sings, I believe.
Even if it’s false—it’s true!

Sad and alone I lay

Sad and alone I lay
sick with a dumb despair
and then you passed my way
and suddenly the air

was full of angels singing
hosannas loud and clear
and silver bells were ringing
their music in my ear

and all at once, aghast,
I knew how it would be—
and you went sweeping past
without a glance at me.

Many have given me sorrow

In  imitation  of   Heine

Many have given me sorrow
many have made me sad
some with the love they bore me
some with the hate they had.

They filled up my cup with poison—
envy, suspicion, doubt:
and many had much to give me
before they left it out!

But the one whose poison made me
sicken and almost die,
gave me neither love nor hatred—
just a cold look in the eye.

You were the one who gave me
vinegar mixed with gall:
a look that went right through me—
you never saw me at all!


In Memory of Rachel Corrie

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In Memory of Rachel Corrie

Like all things pure and precious
Like holy bread and wine
I love the radiant Rachel
Who died for Palestine.

Once through a green field drifting
In the doldrums of the day
Watching ravens peck out lambs’ eyes
In their cruel, gloating way:

I remembered, I remembered,
How those raptors vulturine
Seized the land and plagued the people
Of historic Palestine.

How the snipers on the rooftops,
Armed with Uzis, standing tall,
Splash the blood of little children
On the weeping classroom walls.

How the settlers spit on Christians
In the land where Jesus died,
And how those who do the spitting
Have the world upon their side.

How they bulldoze people’s houses
Till the roofs crash on their heads
And the women lie all broken
With their babies in their beds.

How the wolfish killers wander
Through a vale of endless tears
Shooting children in their faces

While the world stands by and cheers.

How the bright-eyed Rachel Corries
Lie in cemeteries dead
While the birds of prey grow fatter—
And the world just turns its head.

Christ, come back and save these children,
Put an end to all their pain!
Put an end to evil Zion!
Palestine, come back again!